Ue, parla von der Leyen: migranti, missione Sophia e salario minimo

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Von der Leyen ha anche ribadito la necessita' di riformare il regolamento di Dublino per renderlo "piu' giusto, il che significa che i paesi costieri non possono essere lasciati da soli, ma ci deve essere condivisione con gli altri". Nei giorni scorsi ha già incontrato gli S&D, Renew Europe, i Verdi e la sinistra Gue.

Il Partito dei Verdi si è però schierato contro von der Leyen attraverso un comunicato annunciato dai due co-presidenti Ska Keller e Philippe Lamberts, dopo aver ascoltato le dichiarazioni della tedesca in un'audizione davanti a tutti gli eurodeputati del gruppo.

E sempre stamattina, si è svolta al Parlamento europeo a Bruxelles, a porte chiuse, la Conferenza dei presidenti (dei gruppi politici e dell'Assemblea) che doveva decidere l'agenda per la plenaria della prossima settimana a Strasburgo. Ma non convince, si cerca un piano B? Esigono dei commissari verdi con portafogli di rilievo, e un programma molto più ambizioso e completo su clima e ambiente, rispetto agli impegni un po generici che Von der Leyen ha menzionato. "Siamo stati eletti con un mandato per il cambiamento, e non vediamo come il cambiamento sara' possibile con questa candidata", ha affermato Keller. In questo caso, in suo sostegno potrebbero forse arrivare i voti dei 14 eurodeputati del M5s. "Non si può considerare la questione immigrazione in modo isolato, il dramma non potrà essere superato se non ci sarà posizione forte Ue". E' chiaro, tuttavia, che uno spostamento a destra (e persino all'estrema destra dove oggi siede la Lega) della presidente designata stravolgerebbe il senso politico e le priorità della maggioranza iniziale a tre partiti.