Google celebra Renè Favaloro, il cardiochirurgo argentino di origini siciliane

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Suo padre era carpentiere e sua madre sarta, ma la persona della famiglia che lo spinse a intraprendere gli studi scientifici fu la nonna materna, a cui dedicò la tesi di dottorato. Fu lì, durante quegli anni, che specializzò la tecnica del bypass aorto-coronarico, effettuandone il primo intervento al mondo e aprendo di fatto un capitolo speciale della medicina, considerata l'importanza di questa operazione, che al giorno d'oggi viene praticata abitualmente in ogni parte del mondo. Cardiochirurgo argentino di origini italiane (i nonni erano di Valdichiesa, un borgo del Messinese), nacque 12 luglio 1923 a La Plata. Costretti a lasciare la patria per la perdita dell'attività, si stabilirono Oltreoceano, in Sua America. Si laureò nel 1949 e cominciò subito a lavorare come ausiliare medico, interessandosi e approfondendo nel frattempo il campo che lo avrebbe reso famoso: la chirurgia toracica e cardio-vascolare, ancora poco sviluppata in quegli anni.

All'inizio degli anni Sessanta, i suoi professori Josè Mainetti e Alfonso Albanese lo raccomandarono al Cleveland Clinic, un ospedale e centro per la ricerca medica in Ohio, negli Stati Uniti; Favaloro si stabilì lì e lavorò in ospedale nel reparto di chirurgia, lavorando soprattutto sui casi di difetti alle valvole del cuore.

Il chirurgo René Favaloro veniva spesso in Italia, al punto da ricevere la cittadinanza onoraria dalle città di Leni, di Malfa e di Santa Marina Salina. Nel 1991, l'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo insignì del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.

René Favaloro ebbe una vita molto intensa. L'esperienza gli lascia la convinzione che l'assistenza sanitaria è un diritto umano fondamentale, indipendentemente dalle circostanze economiche.

Quell'anno, infatti, l'Argentina stava attraversando una grave crisi finanziaria che investì anche la Fondazione. Probabilmente a causa della situazione fortemente debitoria della sua associazione, il medico decise di togliersi la vita sparandosi al cuore quando aveva 77 anni.