Trump contro tassa digitale Parigi, danno ingiusto a imprese Usa

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E, prima fra i grandi, è arrivata oggi la Francia, che con voto del Senato, dopo il passaggio solo sette giorni fa dall'Assemblea nazionale, ha approvato l'introduzione dell'imposta "sur les services numériques", cioè sui servizi digitali. La Francia, a questo punto, sembra isolata rispetto agli altri Stati membri dell'Unione avendo imboccato una strada mai battuta in precedenza. Fino all'ultimo, Washington ha tentato di indurre Parigi a fare retromarcia, bollando il provvedimento come "un danno ingiusto e sproporzionato" per le imprese Usa, annunciando l'avvio di un'indagine ad hoc e minacciando la possibilità di nuovi dazi come rappresaglia. "La Francia - ha dichiarato Le Maire - è uno Stato sovrano, decide e continuerà a decidere in modo sovrano delle sue disposizioni fiscali". E porterà alle casse dello Stato 400 milioni di euro nel 2019 e 650 nel 2020. La norma prevede che le aziende tecnologiche con più di 750 milioni di euro di entrate globali e 25 milioni di euro di entrate realizzate su territorio francese saranno tenute a pagare una tassa del 3 percento sul totale delle entrate annuali generate dai servizi offerti agli utenti francesi.

Progetto di legge all'orizzonte anche nel Regno Unito per tassare i big del web. L'iniziativa è stata illustrata a Westminster dal viceministro del Tesoro e Paymaster General, Jesse Norman.