Morgan, i suoi beni non si toccano: "Tutto rimane dov'è"

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Nei giorni scorsi, infatti, Morgan è stato protagonista soprattutto per quanto riguarda la vicenda dello sfratto dalla sua casa museo di Monza, avvenuta sotto gli occhi dei giornalisti e proseguita con la richiesta di tutelare tutte le opere e gli strumenti raccolti nell'abitazione. A parlare è Marco Castoldi, in arte Morgan, che dopo lo sfratto dalla sua abitazione in via Adamello, a Monza, ha bloccato lo sgombero forzato dei suo beni che riguardano manoscritti, libri, dischi e molto altro ancora. "Tutto quello che c'è, gli strumenti, i manoscritti, la tecnologia e i teatrini di legno, la miriade di inediti, di libri, dischi, la costumeria di scena, gli arredi autocostruiti, le scritte sui muri, i quadri, le fotografie, tutto, tutto rimane dove sta": lo ha fatto sapere lo staff del cantautore brianzolo. Lo ha deciso il Tribunale Fallimentare della cittadina lombarda, che ha bloccato lo sgombero forzato dei beni del musicista brianzolo. Soddisfatto il cantautore. "Quando io e pochissimi amici abbiamo gridato: 'giù le mani dall'arte!".

"Se ne riparla al processo, il 6 agosto", ha concluso Morgan. Stiamo parlando di Morgan che - come sappiamo - dallo scorso 25 giugno è stato costretto ad abbandonare la sua casa.

In molti hanno sostenuto il cantautore, dandogli il sostegno per aiutarlo a superare questa situazione.

"Ho impartito le necessarie direttive ai miei uffici - ha spiegato Sgarbi - perché almeno fino alla scadenza del mio mandato (tra 4 anni) Palazzo Savorelli possa ospitare lo studio di Morgan".

A comunicare la notizia lo stesso cantante, che in una nota stampa ha detto: "I magistrati stanno agendo in modo inaspettatamente riguardoso del valore contenuto nella casa gialla".