Taglio parlamentari, arriva il sì del Senato: 180 favorevoli, 50 contrari

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Il provvedimento, che ha ottenuto 180 voti favorevoli, 50 contrari e nessuna astensione, ora passa alla Camera per la quarta e ultima lettura, probabilmente già a settembre. In Aula non sono stati presentati emendamenti e la proposta è stata ratificata nel suo complesso.

Il rischio, secondo le opposizioni e i costituzionalisti chiamati in audizione alla Camera, è che la riduzione dei parlamentari prevista da questa riforma, lasciando intatto il bicameralismo paritario, non serva a migliorare il funzionamento del Parlamento e tantomeno l'iter legislativo. Il disegno di legge costituzionale andrebbe a modificare gli articoli 56 e 57 e 59 della Costituzione, ed è stato battezzato dai parlamentari pentastellati la "legge taglia-poltrone".

La proposta del Movimento Cinque Stelle consiste in una riduzione dei parlamentari, tra deputati e senatori, da 945 a 600. In Italia - si legge nel dossier del centro studi - il numero dei parlamentari, dopo la revisione costituzionale del 1963, è determinato dalla Costituzione in numero fisso mentre in precedenza era determinato in rapporto alla popolazione.

TAGLIO DEL 36,5% La proposta di legge costituzionale dispone dunque, per ciascuno dei due rami del Parlamento, una riduzione pari in termini percentuali al 36,5% degli attuali componenti elettivi. Il numero degli abitanti per deputato aumenterebbe così da 96.006 a 151.210. Il ddl prevede la riduzione complessiva del numero di parlamentari, i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.

Ad oggi l'Italia è il terzo Paese nell'Unione europea per numero di deputati, preceduta da Germania e Regno Unito. Con la riforma, questo indice scenderebbe allo 0,7%. Se il Regno Unito ha un senatore ogni 83.634 abitanti, con la riforma l'Italia ne eleggerebbe uno ogni 302.420 cittadini. "Taglio di 345 parlamentari, fatto", scrive su Twitter lo stesso Salvini, insieme a un selfie che lo ritrae, appunto, tra gli scranni della Lega al Senato.

Dicevano: "impossibile! E invece se lo diciamo lo facciamo".