Scorte, Salvini firma la nuova direttiva: in un anno 49 in meno

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Al 1° giugno 2018, prosegue il Viminale, le misure per le tutele personali ammontavano a 618, con l'impiego di 2.218 donne e uomini delle forze di polizia, oltre a circa 230 agenti utilizzati per le cosiddette vigilanze fisse ad abitazioni e luoghi di lavoro, 434 le auto blindate fornite, 266 le vetture non specializzate.

Nella sua lettera, i concetti con cui si esprime manifestano ancora una volta un Matteo Salvini particolarmente coerente con quelle che sono state, sul tema, le sue posizioni storiche.

"Le nostre relazioni sono storicamente improntate alla massima cooperazione e hanno assunto, nel tempo, un carattere privilegiato, nel comune interesse alla salvaguardia dei delicati equilibri dell'area Mediterranea - si legge nella lettera riportata dall'Adnkronos - La complessa situazione del quadrante libico, sulla quale nel nostro incontro svoltosi nell'ambito del vertice italo-tunisino abbiamo registrato una piena sintonia, continua a creare una forte apprensione anche per i risvolti sulle dinamiche dei flussi migratori".

Curioso il fatto che il provvedimento di razionalizzazione sulle scorte nascesse, in maniera neanche troppo velata, dal braccio di ferro tra il ministro dell'Interno e Saviano e che proprio la categoria cui appartiene lo scrittore partenopeo sia l'unica a non avere un taglio ma addirittura un numero maggiore di scorte.

"Criteri più stringenti". Questa la logica che sta alla base della nuova direttiva sulle scorte firmata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Tuteleremo solo chi è davvero a rischio" ha commentato Salvini, specificando che l'obiettivo della nuova disposizione è quello di "rendere più efficiente il servizio, sia per il personale impiegato che per le risorse utilizzate". Ma il vicepremier chiarisce che non si tratta di un atto politico. Competenti a decidere sulle scorte sono appositi uffici all'esito dei riscontri informativi. I dati precisi sono di 2.015 le unità delle forze di polizia impiegate (203 in meno rispetto a dodici mesi prima), oltre a 211 per le vigilanze fisse, 404 le vetture blindate e 234 le non specializzate.

Giungendo al primo giugno 2019, le misure di sicurezza sono 569 con un calo di circa il 9% del numero di agenti utilizzati sia per le scorte personali che per le vigilanze fisse. Attualmente 274 magistrati, 58 politici, 32 imprenditori e 27 diplomatici sono sotto protezione.

Sono aumentate le scorte per gli ex testimoni di giustizia e testimoni collaboranti (erano 10, ora sono 15); mentre sono diminuite per i familiari di collaboratori di giustizia (da 7 a 1).

Scende anche la quota dei consulenti governativi e docenti universitari sotto protezione: da 8 a 5.

Le regioni dove gli agenti sono maggiormente impegnati nel servizio di scorta sono il Lazio, con 209 tutele nel 2018 e 173 nel 2019, e la Sicilia con 142 scorte nel 2018 e 124 nell'anno successivo.