MOTORI: Marco Melandri annuncia il ritiro, "Tutte le favole hanno una fine"

Regolare Commento Stampare

"Ho sentito di non avere più energie e grinta, qualcosa si è spento dentro" ha affermato. E come tutte le favole, ci sono un inizio e una fine.

Lo scorso weekend di gara che si è disputato in Inghilterra sul circuito di Donington, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da lui mi sono sempre aspettato tanto, perché lui era in grado di dare tanto. Avrei voluto fare un paio di anni ancora con GRT, ma credo che questa sia la scelta vera e giusta.

Solo oggi vedendo tutti quei messaggi mi rendo conto che tutti i sacrifici e i momenti difficili non sono stati vani. Nel 2014 ha corso in Aprilia, ma al termine della stagione la casa di Noale ha deciso di mollare la SBK a favore della GP, costringendo Marco a ritornare in quel mondo che aveva abbandonato. Il campione di motociclismo ha annunciato che quella attuale sarà la sua ultima stagione da professionista. A Misano, il sabato è stato il momento critico; durante quella gara sono arrivato al punto di farmi delle domande. Due idee possibili per il suo futuro, che potrebbero essere il lieto fine ad una carriera vissuta da protagonista: in sella dal 1997, Marco Melandri può vantare un palmares di tutto rispetto, pari a 215 Gran Premi disputati nel Motomondiale dove ha conquistato un Titolo iridato, 22 vittorie, 62 podi e 9 pole position. C'è gente che lavora una vita per andare in pensione, io sono un privilegiato e ci vado un po' prima. E' giunto il tempo di pensare alla mia famiglia. Grazie agli sponsor che mi hanno permesso di correre in team dove non è mancato nulla. Non fu una grande stagione, ma non lo è mai stata per la Panigale, la moto meno vincente nella storia della casa bolognese. Voglio chiudere questo articolo con un pensiero che condivido, ed è quello di Alberto Vergani, che da oltre venti anni segue Melandri nel mondo delle corse, e che è quindi una delle persone che lo conosce meglio: "Marco è troppo sensibile ed intelligente e questo lo porta a ragionare molto, facendogli a volte ingigantire le proprie sensazioni". Lo devo anche alla Yamaha che mi ha sostenuto sempre.