Emanuela Orlandi: ecco i tempi che ci vorranno per analizzare le ossa

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Sono le 7 e 40 quando Pietro Orlandi si presenta in Vaticano per entrare al cimitero teutonico che si trova all'interno delle mura. Impiegate una quindicina di persone in tutto: il personale della Fabbrica di San Pietro, un perito di fiducia della famiglia Orlandi, il promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, e il suo aggiunto Alessandro Diddi, e il comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana. Il professor Arcudi, docente di medicina legale presso l'Università Tor Vergata di Roma, è considerato uno dei massimi esperti di antropologia forense. La tomba indicata dal legale della Famiglia Orlandi è quella con l'Angelo che tiene tra le mani un libro aperto con la scritta 'Requiescat in pace', ma, come spiegato da Alessandro Gisotti, "il Promotore di Giustizia, trattandosi di due tombe vicine ed entrambe con una edicola similare, al fine di evitare possibili fraintendimenti su quale potesse essere la tomba indicata, ha disposto l'apertura di entrambe". "Si tratta di discendenti - informa il portavoce Gisotti - che sono stati informati delle operazioni e che, per amore della verità, hanno garantito la loro completa disponibilità e collaborazione con la Santa Sede ed in particolare con l'Ufficio del Promotore di Giustizia". "Questa volontà di indagare è mancata per anni e sono felice che ora invece si voglia approfondire". Al termine delle operazioni, i reperti saranno inviati in laboratorio per le indagini di genetica forense: l'esame del DNA permetterà di raggiungere la certezza sulla loro attribuzione. Non è possibile prevedere i tempi di durata. "Sono tutte difficoltà che non sono al momento prevedibili esattamente con riferimento ai tempi di attuazione". Possiamo fare già la diagnosi di sesso, se le strutture ossee risulteranno tutte ben conservate. "Ovviamente, non è prevedibile prima di aprire le tombe".

Forse questo gesto, l'apertura di queste due tombe antiche, servirà per fare luce una vicenda che ormai, nonostante le ricerche e gli appelli, resta avvolta nel mistero e nell'oscurità da oltre un decennio. Potremmo anche arrivare, dopo questo primo esame, ad escludere l'ipotesi che i resti scheletrici appartengano a persone diverse rispetto a quelle due che sono state sepolte lì.

Si era detto fiducioso l'avvocato di Pietro Orlandi, questa mattina, poco prima che avessero inizio le operazioni di apertura dei due sepolcri dove i familiari di Emanuela Orlandi speravano di poterne ritrovare le ossa.