Libia: perché l'aviazione del generale Haftar avrebbe dovuto bombardare un centro migranti?

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Il sedicente esercito nazionale libico (Lna), di cui Khalifa Haftar è comandante generale, si è detto "è pronto a cooperare" per un'"uscita immediata" dei migranti dai centri di detenzione. Ad una dozzina di chilometri da Tripoli, a pochissima distanza dal mar Mediterraneo, raid aerei hanno colpito un centro di detenzione di migranti a Tajoura, provenienti in prevalenza dal Sudan, dall'Eritrea e dalla Somalia. L'Ocha ha spiegato che non è la prima volta che il centro di Tajoura viene colpito: due persone erano rimaste ferite il 7 maggio in un raid contro le posizioni delle forze del Governo di accordo nazionale (Gna) situate nelle vicinanze. Un'ulteriore tragedia che mostra l'atroce impatto della guerra sulla popolazione civile", ha commentato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, esprimendo "la netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili" che "si accompagna all'appello a fermare un aggravarsi delle ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione.

In un comunicato, il governo sostenuto dall'Onu indica nel generale Haftar il responsabile dell'attacco di questa notte. In tre mesi il conflitto ha provocato almeno 700 morti e spaccato ulteriormente un Paese che è anche un puzzle di milizie e tribù. I militari fedeli ad Haftar, che governano la Cirenaica, da parte loro si sono detti "pronti a cooperare per un'uscita immediata dei migranti dai centri di detenzione", accusando Tripoli di usarli come "scudi umani". "I civili non devono mai essere un obiettivo", ha aggiunto. "Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite", ha concluso il ministro. Secondo quanto riferito dai medici dell'associazione contattati subito dopo la strage in Libia, i morti sarebbero già saliti a 45, mentre ancora superiore è il numero di feriti.