Ex Ilva, dl Crescita è legge: a rischio futuro siderurgico?

Regolare Commento Stampare

"Abbiamo ancora due mesi, spero che il Governo trovi una soluzione, siamo aperti a discutere", ha detto. Sono 11 mila posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti.

ArcelorMittal sta comunicando ai lavoratori dello stabilimento tarantino quante saranno le giornate di cassa integrazione che coinvolgeranno ben 1395 dipendenti per circa 13 settimane. Fonti del Mise: "Atteggiamento irresponsabile". Lo sottolineano fonti del Mise aggiungendo: "Vogliamo trovare una soluzione assieme ad Arcelor Mittal".

"L'entrata in vigore del Decreto Crescita non consentirebbe ad alcuna società di gestire l'impianto oltre il 6 settembre, una data che è stata fissata dal governo, a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale": questo si legge in una chiara, eloquente, nota ArcelorMittal Italia. "ArcelorMittal è aperta al dialogo con il Governo e continua a sperare in una conclusione soddisfacente che consenta all'Azienda di continuare a investire in modo significativo nell'industria siderurgica italiana".

L'AD ha voluto sottolineare che non è in conflitto con il Governo, non capisce perché stiano facendo quest'azione, ma afferma che le condizioni viste al momento, non permetteranno all'azienda di andare avanti. "Conto che si riesca nel continuare nel piano di risanamento ambientale ma l'Italia ha bisogno di cantieri, di autostrade, di ferrovie, di ospedali nuovi". Tutto è demandato, quindi, al prossimo 4 luglio, quando il ministro Di Maio s'incontrerà con l'amministrazione di ArcelorMittal. Ad annunciare la decisione è stato l'ad di ArcelorMittal, Geert Van Poelvoorde. "Ma non puoi gestire un impianto sotto sequestro quando non hai protezione legale, non è possibile".

"C'è una sentenza pendente della Corte, io avrei lasciato la garanzia legale - ha detto Salvini - Di Maio mi assicura che non rischia, io mi fido. Fra l'altro, la ragione per cui non siamo proprietari, ma affittuari dell'impianto, è dovuta al fatto che non si può vendere un impianto sotto sequestro".

La convocazione è arrivata nel primo pomeriggio dopo che i sindacati avevano minacciato possibili mobilitazioni se il governo, dopo l'incontro a porte chiuse con Mittal, non avesse convocato anche un tavolo con i sindacati. Stando a quanto emerge, in effetti, si comprende come in assenza di una soluzione relativa alla sicurezza legale, lo stabilimento Ilva di Taranto andrà in chiusura. Dice certo bisogna tutelare l'ambiente, ma non possiamo pretendere che ArcelorMittal in nove mesi possa sistemare tutta la situazione.

Il gruppo Pd alla Camera chiede che il ministro Di Maio si rechi immediatamente in Aula per riferire. "Un equilibrio messo già a dura prova in questi decenni e che crea allarmismo e tensione, frutto anche delle dichiarazioni dell'ad di ArcelorMittal Europa sulla presunta chiusura dello stabilimento".