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Quando è ormai evidente che la Sea Watch è entrata in porto, la motovedetta tenta un'ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l'attracco. "Basta, dopo 16 giorni entriamo in porto", ha scritto la ong su Twitter.

Tutte cose che furono consegnate dalla Puglia sia al governo Renzi che al governo Gentiloni che al governo Conte: "quindi elementi molto importanti che hanno indotto il Partito socialista a chiedere questo parere per sé e per poi affidarlo alla Regione Puglia". Al netto dei sovranisti con la bandierina al fianco del loro nome (accompagnato da una lunga serie numerica) che hanno - chissà perché, dato che i commenti sono arrivati neanche tre secondi dopo la pubblicazione del tweet di Luca Morisi - iniziato a insultare tutto l'equipaggio della Sea Watch con i classici epiteti sessisti e infanganti (come se loro non avessero mai avuto al loro fianco una donna), i social hanno attaccato duramente l'ennesima caduta di stile dello spin doctor di quello che non è un personaggio televisivo, ma un ministro e un vicepremier.

La folla si divide tra coloro che sostengono le azioni delle forze dell'ordine e chi, invece, sostiene il capitano.

L'ingresso della nave è accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall'ex vicesindaco dell'isola Angela Maraventano, che urlano vergogna. Ma cosa volete che sia il beffarsi delle Nostre Forze Armate, della Nostre Forze dell'Ordine, dei Nostri Ministri, della Nostra Italia, una laureata, ricca e tedesca può farlo; di certo un Italiano non potrebbe fare altrettanto in Germania, Francia, Olanda, Spagna.

"Comportamento criminale della comandante della Sea Watch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della guardia di finanza".

Nel mentre a rendere massima la tensione nel governo sul caso Sea Watch è stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. "La violazione - ha aggiunto Linardi - è stata non del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni".

I parlamentari del Partito Democratico hanno fatto pressioni sul Commissario Dimistris Avramopoulos affinché l'Unione intervenisse, ma come ha risposto su Il Corriere della Sera: "La Commissione non ha competenze per indicare il porto di sbarco".

Ieri (venerdì) la nave è stata perquisita dalla Guardia di Finanza, quando era ferma a mezzo miglio al largo di Lampedusa.

Subito dopo aver portato via Carola, i militari e gli uomini della Polizia sono saliti a bordo per notificare il provvedimento di sequestro della nave.