La risposta di Borghi a Giorgetti sui minibot

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È una cosa che abbiamo discusso tante volte, anche di recente, Salvini è d'accordo. Ufficialmente vale la versione del nome di peso, condiviso anche da larga parte dell'opposizione (anche l'ex ministro Carlo Calenda si è speso a favore del sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e che necessariamente, dopo l'esito delle elezioni del 26 maggio, va espresso dal Carroccio.

L'uscita di Giorgetti ha provocato la reazione del presidente leghista della commissione Bilancio: "Poverino, Giorgetti è lì che aspetta una cosa importante come le Olimpiadi e gli rompono le scatole con i minibot".

Da Matteo Salvini a Borghi, da Alberto Bagnai (l'omologo di Borghi al Senato) a Antonio Maria Rinaldi (fresco eurodeputato), fino allo stesso Giorgetti (almeno fino a qualche giorno fa), tutti avevano tenuto dritto la barra. Ci hanno sorpreso, sono una proposta che la Lega ha voluto inserire nel contratto di governo, la retromarcia ci ha sorpreso per questo. Le ipotesi sono molteplici, ma l'unico elemento certo è che egli ha più volte fatto presente negli ultimi tempi che è meglio staccare la spina al governo e puntare alle elezioni anticipate. Ma se questa bacchetta magica non c'è, e non ci sono altri strumenti, allora ci servono i mini-Bot. "Chissà, ci può essere sempre un infortunio, ci stiamo preparando, ci siamo allenando come gli atleti", ha replicato Giorgetti arrivando allo SwissTech Convention Center, per la prova generale della presentazione che la delegazione italiana farà domani davanti alla sessione del Cio.

Borghi, dal canto suo, è il primo a difendere Giorgetti: "Mi ha detto che scherzava - ha commentato a Repubblica -. Ad ogni modo quel che conta è pagare subito le imprese creditrici, la pubblica amministrazione deve sanare tutti quei debiti che ha con le imprese ormai da troppi anni". Lo dichiarano fonti del Movimento 5 Stelle.

Secondo il Corsera, "nel pacchetto di mischia che difende lo strumento dei mini-Bot c'è chi maliziosamente lega la stroncatura" di Giorgetti "alla voglia di accreditarsi in Europa come possibile commissario".