Le ultime notizie sulla Sea Watch 3 del 24 giugno 2019

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La Corte di Strasburgo ha ricevuto una richiesta di 'misure provvisorie' da parte della Sea Watch 3 per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco dei migranti a bordo della nave. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all'Italia di adottare quelle che vengono definite "misure urgenti" e che "servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani". Strasburgo in quella circostanza aveva chiesto solo che fossero garantiti cibo, medicinali e condizioni di vita adeguati per i migranti a bordo della nave. Dunque ha aggiunto che il caso Sea Wacth "dimostra come soluzioni prevedibili e sostenibili siano necessarie con urgenza nel Mediterraneo", rinnovando quindi "la richiesta a tutti gli Stati membri di promuovere e velocizzare questo cruciale lavoro".

Così da molti giorni la Sea Watch staziona ai limiti delle acque italiane utilizzando in modo "strumentale" "l'evoluzione delle condizioni delle persone a bordo per "forzare" le Autorità italiane ad autorizzare lo sbarco". Una portavoce della Commissione ha parlato di "imperativo umanitario", ribadendo che l'esecutivo comunitario "continuerà a fare tutto il possibile, nell'ambito delle nostre competenze, per sostenere e coordinare eventuali sforzi di solidarietà".

Domenica 23 giugno, Sea Watch su Twitter ha pubblicato un'immagine in cui si vede l'andirivieni dell'imbarcazione, a ridosso di Lampedusa, che va avanti ormai da 12 giorni.

Se l'equipaggio forzerà il blocco, dichiarando lo stato di emergenza, la capitana Carola Rackete, dovrà pagare una multa di 50mila euro e la nave sarà sequestrata, in virtù del decreto sicurezza bis. "Lo vedete? Lo stanno percorrendo forzosamente 42 persone che l'Europa, continente di 500 milioni di abitanti, non vuole". L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia dice: "Siamo disposti ad accogliere i migranti a bordo". "2 della nostra Costituzione".