Hong Kong, rinvio della legge sull'estradizione

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PECHINO - "Il governo centrale cinese esprime sostegno, rispetto e comprensione", per la decisione con cui il governo di Hong Kong ha rinviato l'approvazione della legge sull'estradizione. Gli attivisti si sono radunati oggi a Victoria Square vestiti di nero, con fiori bianchi in segno di lutto per il loro compagno morto ieri, con striscioni contro la Cina, accusata di "uccidere" i residenti di Hong Kong, o in cui si precisa che "gli studenti non incitano alla rivolta", dopo che la governatrice mercoledì scorso aveva accusato i manifestanti di partecipare a una "rivolta organizzata". Appena liberato, il giovane è subito intervenuto sulle proteste di questi giorni ad Hong Kong, affermando che Lam "non è più qualificata per essere la leader" (LA NUOVA MANIFESTAZIONE). "Deve prendersi le sue responsabilità e dimettersi", ha aggiunto.

Wong, 22 anni e in prigione da maggio, è stato liberato in anticipo usufruendo dei benefici della buona condotta. Ci vorrà un po' di tempo, ha ribadito Wong, ma "non importa cosa succede perché mi unirò alle proteste presto".

In solidarietà con le proteste in corso a Hong Kong migliaia di persone sono scese in piazza anche a Taipei, di fronte al palazzo del Parlamento.

La protesta di Hong Kong non si ferma e, dopo il corteo di domenica da quasi due milioni di persone, da oggi può contare anche sulla voce di Joshua Wong, uno dei leader della protesta degli ombrelli che, per 79 giorni, bloccò nel 2014 il centro dell'ex colonia britannica con una protesta pro-democrazia.

Malgrado la parte cinese debba ancora confermare l'incontro, insieme al già difficile dossier commerciale, Xi dovrebbe - nella lettura americana - cimentarsi nella questione di Hong Kong, da giorni già derubricata dalla Cina a vicenda "interna". Al di là delle forme, è lecito immaginare tutta l'irritazione di Pechino. L'annuncio è stato fatto ad una conferenza stampa convocata alle prime ore del giorno (ora a Hong Kong sono quasi le 8 del mattino).