Mali: attacco a un villaggio, 100 morti

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Oltre cento persone sono state uccise nel villaggio di Sobane-Kou, nel centro del Mali, dopo un attacco che sembra avere una base etnica e non terroristica. Condanno fortemente questo atto di una barbarie inqualificabile, così come gli appelli alla violenza, Chiedo alle autorità maliane di indagare rapidamente su questa tragedia e di tradurre i suoi autori di fronte alla giustizia. Gli attriti tra le due etnie si ripercuotono inoltre anche sulla spartizione delle risorse naturali nei territori del Mali centrale.

I corpi dei morti sono stati bruciati, dice un funzionario locale, e la ricerca di altri corpi è in corso. Le uccisioni sono state portate avanti da uomini armati nella notte di domenica. Gli abitanti del villaggio, che è stato quasi raso al suolo, sono tutti di etnia Dogon. Un'escalation di repressioni reciproche sulla quale pare abbia influito in modo determinante anche la presenza di gruppi fondamentalisti islamici: ad esempio, per quanto riguarda la comunità Peuhl, i loro leader sono accusati di collaborazionismo con i jihadisti anche negli attacchi ai villaggi Dogon e, soprattutto, alle loro coltivazioni. I dogon accusano I peul di appoggiare le milizie islamiste e di voler distruggere il Mali per sostituirlo con un califfato, i peul accusano Dan Na Ambassagou di attaccare i loro villaggi con la complicità del governo centrale e dell'esercito.