GB: 10 candidati ammessi alla corsa Tory per il dopo May

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Dunque prende il via l'agguerrita gara per la scelte del successore.

Sono 10 i candidati ammessi alla corsa per la successione a Theresa May alla leadership del Partito Conservatore britannico e, a seguire, di premier del Regno Unito. Si tratta di Michael Gove, Matt Hancock, Mark Harper, Jeremy Hunt, Sajid Javid, Boris Johnson, Andrea Leadsom, Esther McVey, Dominic Raab e Rory Stewart.

Ha ritirato la candidatura all'ultimo momento l'unico che era favorevole ad un secondo referendum per la Brexit, Sam Gyimah.

In gioco c'è tanto, forse tutto: non solo per quanto riguarda gli equilibri del partito, ma anche per lo scranno più alto della politica britannica, con tutto ciò che questo implica in termini di globalità e, chiaro, nello specifico, di Brexit in quanto tale. Sono stati ammessi gli aspiranti sostenuti in partenza da almeno otto deputati. Sembra un reality, ma è la realtà della politica. Vulcanico, brillante, gaffeur, la chioma bionda spesso scomposta, Johnson è la personalità più nota e popolare del gruppo. Secondo i rumors, Johnson viene dato come favorito. Molto ambizioso, investito da un'aura da temi sociali e popolari come la lotta contro l'eccesso di plastica, sostiene che un'uscita dall'Ue con no deal porterebbe ad elezioni anticipate.

DOMINIC RAAB: 45 anni, è stato segretario per il negoziato sulla Brexit fra il luglio e il novembre 2018, quando si è dimesso in polemica con la posizione del governo May. Vuole rinegoziare l'accordo con l'Ue ed è pronto ad uscire anche con un 'no deal'. Non ha escluso il no deal, ma afferma che se il parlamento chiederà nuovamente un rinvio della Brexit non si opporrà.

Jeremy Hunt, invece ha 52 anni, ed è ministro degli Esteri. Si espresse per il Remain al referendum. Mentre Gove continua a contestare la scadenza ferrea del 31 ottobre per la Brexit, evocata da Boris deal o no deal.

Poi c'è Esther McVey 51 anni, ministro del Lavoro, e punta alla urgenza di uscire dall'Ue senza accordo. A suo parere, grazie ad innovazioni tecnologiche, si può realizzare entro ottobre una frontiera invisibile fra Irlanda e Irlanda del Nord.