Brexit, Johnson: 'Buon accordo o non pagheremo il conto del divorzio dall'Ue'

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Sono 10 i candidati ammessi dal Comitato 1922 alla corsa per la successione a Theresa May alla leadership del Partito Conservatore britannico e, a seguire, di premier del Regno Unito.

Johnson spiega che il no deal è una buona arma, anzi 'uno strumento vitale dei negoziati' da brandire per chiudere un divorzio con l'accordo, anche perché, insiste, 'il Regno Unito deve fare meglio di quanto preveda l'attuale accordo di ritiro', che è quello, lo ricordiamo, presentato quattro volte al Parlamento da Theresa May.

L'obiettivo, secondo Johnson, è quello di trovare un'intesa migliore con Bruxelles, in merito alle relazioni future.

In particolare, Johnson è pronto a mettere in forse il versamento dei 39 miliardi di sterline sottoscritto dal governo May come liquidazione delle pendenze dovute per poter lasciare il club europeo. "I nostri amici e partner devono comprendere che questo denaro resterà custodito qui fino a quando non avremo maggiore chiarezza sulla strada dell'avvenire". Poi ha assicurato di essere l'unico conservatore in grado di vincere la sfida con i laburisti di Jeremy Corbyn e il Brexit Party di Nigel Farage. Mentre fra gli avversari crescono per ora solo parzialmente, in vista delle votazioni parlamentari delle prossime due settimane e del successivo ballottaggio fra gli iscritti, le quotazioni di alternative moderate tipo quella di Rory Stewart. Scadenza giudicata del resto invalicabile anche da altri pretendenti, come Andrea Leadsom o Sajid Javid. Michael Gove ex amico e alleato dell'ex ministro degli Esteri, ha confessato l'uso di sostanze. Inchiodato da articoli d'epoca in cui sul Times fustigava il consumo della droga, evocando leggi draconiane tra un festino e l'altro.