Brasile, inchiesta giornalistica: "gravi violazioni in arresto Lula"

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A far scoppiare lo scandalo,"The intercept", il sito di notizie fondato da Glenn Greenwald, l'uomo che aiutò Edward Snowden a svelare il sistema di sorveglianza globale messo in piedi dall'intelligence degli Stati Uniti. Lula condannato ingiustamente? C'è la mano magica dei giudici dietro la vittoria di Jair Bolsonaro? E' Gleen Greenwald, autore di un nuovo scoop, a sostenere la tesi del complotto. Qualora ne venisse accertata l'autenticità, i messaggi - procurati da una "fonte anonima" - metterebbero in discussione l'imparzialità del giudice Moro; altre comunicazioni rivelerebbero come gli stessi inquirenti "avessero seri dubbi sulle prove contro Lula" nello scandalo del'acquisto di un appartamento che gli è valso otto anni di carcere per corruzione.

Un lavoro congiunto tra procura e magistrati che è contrario ai principi del diritto penale. Poi indirizza i pm sulla cronologia dell'operazione. Tra i tanti fatti che vengono alla luce, si scoprono le frasi di tripudio dei vari giudici per il successo delle manifestazioni in piazza che fecero cadere Dilma Rousseff per impeachment. Il candidato del Pt alle presidenziali, Fernando Haddad, ha chiesto un'indagine approfondita su quello che a suo dire potrebbe diventare "il più grande scandalo istituzionale della storia della Repubblica".

E mentre Intercept promette altre clamorose rivelazioni, Moro si autoassolve dicendo di non aver fatto nulla di illegale. Il Brasile è ora diviso sugli effetti dei leaks: la destra, al potere, parla di "tanto rumore per nulla" accusando Lula - su tutti, di manovrare i media per fermare il rinnovamento e con lui tutta la vecchia politica.