Juncker sui conti pubblici: l'Italia rischia procedura per anni'

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Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per il cui il silenzio non è mai d'oro ieri è andato a complicare inutilmente il rapporto già non semplice con l'Italia. "Penso che il paese corra il rischio di restare intrappolato per anni in una procedura per deficit eccessivo, e vorrei evitarlo, ma questo dipenderà dagli impegni che il Governo italiano prenderà". "Abbiamo detto chiaramente che pensiamo che l'Italia si stia muovendo in una direzione instabile e abbiamo dovuto prendere decisioni a proposito", ha aggiunto il politico lussemburghese. Un ultimatum lanciato dopo la lettera sul bilancio del nostro paese che, anche se non ancora in linea con i piani dell'Unione, secondo Juncker "non minaccia ancora la stabilità europea". All'amico Juncker quando dice che sbagliamo direzione rispondo che ha sbagliato lui direzione sulla Grecia. A novembre, quando gli sherpa dell'Ecofin si erano trovati di fronte a una situazione analoga sulla procedura contro l'Italia, il testo adottato dal Comitato Economico e Finanziario conteneva un riferimento agli "ulteriori elementi (che) potrebbero emergere dal dialogo in corso tra la Commissione e le autorità italiane".

Se tuttavia le trattative con Roma non riuscissero a produrre un compromesso nei prossimi giorni, l'esecutivo Ue potrebbe proporre l'apertura della procedura al meeting del 26 giugno, secondo una delle fonti.

Questa pretesa è semplicemente inaccettabile, e fanno bene a resistervi sia Salvini che Di Maio. Non solo i consigli seguiti in quel caso hanno messo in ginocchio l'intero paese per anni, snaturandone perfino l'identità e le radici. Cito un solo slogan, che ha riguardato Atene ed è buono anche per Roma. Ecco il futuro che i tecnocrati sono stati capaci di offrire alle nuove generazioni. Per il direttore de Il Tempo "non c'è bisogno di essere particolarmente sovranisti per dire con durezza alla Ue che la manovra economica in Italia la fa il governo scelto dagli italiani, e che le riforme o meno inserite lì dentro debbono essere quelle proposte agli elettori per avere il loro consenso, piacciano o meno agli altri partner europei".