Governo, il vertice della "pace": Andiamo avanti, priorità abbassare le tasse

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Si è concordato di portare domani in Consiglio dei Ministri il decreto sicurezza bis, considerato che su di esso era già stata anticipata dal Presidente la disponibilità a portarlo all'esame del primo Consiglio utile, nella versione da ultimo concordata proprio a ridosso della consultazione elettorale europea. "Se si deve vivacchiare, io lascio", ha minacciato nei giorni scorsi Conte. Visto che la Lega, per esempio, non sembrerebbe intenzionata a rinunciare a qualche ritocco nell'esecutivo (vedi il 5 Stelle Toninelli ministro dei Trasporti che si professa da sempre No Tav). "Li correrebbero solo con una manovra alla Monti, con quelli che ipotizzano la necessità di nuovo tasse e dell'aumento dell'Iva".

Sullo sfondo c'è da fare i conti con Bruxelles che ci ha richiamato più volte per via del debito, pronta a usare il pugno duro con tanto di procedura d'infrazione se l'Italia non dimostrerà di correre ai ripari, stavolta con azioni concrete. Conte comunque, come ha ribadito in un'intervista al Corriere della Sera, detta le sue condizioni: servono "unità di intenti e chiarezza di obiettivi" perché "attenzione a sfidare la Commissione Ue sulla procedura", dice Conte. Allo stato, esclusa la carta Giorgetti (Salvini ha bisogno della sua copertura e presenza nella stanza dei bottoni), sarebbero in calo le quotazioni di Zaia e Fedriga (entrambi non sarebbero interessati a lasciare l'incarico di governatore), mentre resterebbero stabili quelle di Fontana e Picchi. "Mi aspetto un sì sulla riforma fiscale - ha aggiunto - e al taglio dei privilegi parlamentari". Con il risultato di compromettere la nostra sovranità in campo economico: una bella eterogenesi dei fini, per questo governo che è geloso custode dell' interesse nazionale. "Insomma deve assumersi la responsabilità di chiedere nuove elezioni politiche e poi vincerle".

L'errore del premier credo sia stato quello di aver sottovalutato, da una parte, l'estrema fluidità ideale di Di Maio, capace di passare dall'europeismo al suo contrario nel giro di poche ore, e, dall'altro, il fatto che il collante del governo è tanto forte per i suoi che lo avrebbe fatto tornare a più miti consigli e a stemperare le critiche, veramente esagerate, rivolte all'alleato in campagna elettorale.