Xylella, l'allarme di Coldiretti: 'Avanzata di 2 chilometri al mese spaventa l'UE'

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E ha messo in luce come "l'attuazione di zone cuscinetto di dimensioni diverse per controllare un'area infetta abbia un'efficacia relativa".

Non esiste alcuna cura in grado di eliminare il batterio Xylella fastidiosa che minaccia non solo piante ornamentali e spontanee, mandorli e ulivi dei Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue. In esperimenti recenti, spiegano da Efsa, è stata valutata l'efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare Xylella in condizioni di campo per lungo periodo.

Bruxelles, 15 mag. (askanews) - L'Autorità europea di Sicurezza alimentare di Parma (Efsa) ha pubblicato oggi un aggiornamento della propria valutazione dei rischi che il batterio "Xylella fastidiosa" presenta per piante e colture dell'Unione europea, e in particolare per gli ulivi.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali si è avvalso di tecniche di modellazione computerizzata per simulare come la Xylella fastidiosa si diffonda su brevi e lunghe distanze in diverse condizioni. Lo studio ha evidenziato "l'importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitarne ulteriormente la diffusione e anche per eradicare i focolai già in atto".

La Xylella spaventa tutta Europa, con il contagio che avanza verso nord a una velocità di più 2 chilometri al mese; dopo aver devastato la Puglia rischia di infettare nel giro dei prossimi cinque anni l'intero Mezzogiorno. Qui, secondo una stima Coldiretti, si contano 21 milioni di piante infette e un conto-danni per 1,2 miliardi di euro. "Si deve intervenire - sostiene la Coldiretti - per fermare il dilagare della malattia mentre nelle aree infettate occorre trovare adeguati sistemi di convivenza, come innesti e sovrainnesti con varietà resistenti". Intaccate dal batterio killer degli ulivi le coltivazioni in Francia (Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Centro Italia (Toscana), Portogallo (Porto) e Spagna (Baleari, Madrid e Valencia).

Nel rapporto vengono analizzate le variazioni nella fase asintomatica, cioè il periodo che intercorre tra l'infezione e la manifestazione dei sintomi, nelle piante che possono fungere da ospiti di Xylella fastidiosa. Il batterio fu rinvenuto per la prima volta in Europa nel 2013, anno in cui scoppiò un'epidemia in Puglia. "Come ha dichiarato la stessa EFSA, infatti, le aree maggiormente a rischio contagio sono quelle dell'Europa meridionale per tipologie climatiche simili a quelle in cui notoriamente il patogeno si presenta in altre parti del mondo". L'appuntamento, che si terrà presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato a partire dalle ore 13.30, si pone l'obiettivo di "analizzare e confutare quelle argomentazioni fuorvianti e prive di evidenze scientifiche che, ancora oggi, vengono proposte nel quotidiano, e quanto mai attuale, dibattito pubblico sulla xylella".