Nerazzurri fuori dal settlement agreement: il comunicato del club

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Dalle stanze dei bottoni di Nyon arrivano buone notizie per i nerazzurri che possono considerarsi ufficialmente fuori dal regime finanziario ristretto voluto dall'Uefa a seguito dalle violazioni del Fair Play Finanziario. La Camera di Investigazione dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club ha infatti confermato che Astana, Besiktas e appunto Inter sono stati considerati conformi all'obiettivo generale dei rispettivi accordi, siglati tra il 2015 e il 2016.

E' possibile fare qualche ragionamento a questo proposito partendo dalla considerazione che pur a fronte dell'uscita del settlement agreement l'Inter sarà comunque tenuta a rispettare l'obbligo, previsto per tutti i club dal regolamento del fair play finanziario, di non avere una perdita netta aggregata (calcolata secondo i criteri del regolamento Uefa e non del codice civile) superiore a 30 milioni nell'arco di un triennio.

"Questo dimostra la solidità della società, la crescita del Club e il rafforzamento della sua posizione finanziaria nel corso degli ultimi anni, supportata da un approccio che è stato di totale adempimento alle regole imposte".

"L'ufficio investigativo dell'Organismo di controllo finanziario del Club ha fornito oggi un aggiornamento sul monitoraggio degli accordi transattivi firmati con quattro club e che hanno raggiunto la fine dei rispettivi termini". Da ora il fair play finanziario non è più un "nemico" per l'Inter, ma una situazione che i nerazzurri condividono con tutte le altre società che partecipano alle competizioni UEFA.

La camera d'inchiesta del CFCB ha deciso di deferire il caso del Trabzonspor all'Adjudicatory Chamber in quanto il club ha violato il suo accordo transattivo firmato nel maggio 2016.