Gianluigi Gabetti, storico collaboratore dell'avvocato Agnelli

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Con la morte di Gianluigi Gabetti, storico braccio destro dell'Avvocato Gianni Agnelli, si è chiusa un'era del Lingotto di Torino. Andò a New York, all'Olivetti Corporation of America, dove lavorò con Roberto Olivetti e dove conobbe sua moglie Bettina, persona molto in vista nella comunità ebraica newyorkese e attraverso la quale entrò in contatto con il meglio della high society dell'epoca. Nel 2013 era stato condannato dalla Corte d'Appello di Torino a 1 anno e 4 mesi per aggiotaggio informativo nel caso Ifil-Exor. Aveva 94 anni. Lo ha annunciato la famiglia.

Gabetti parte quindi da lì, dalla finanziaria del Gruppo, nella lunga liason con la famiglia, che lo porterà alla vicepresidenza della Fiat (dal 1993 al 1999), alla presidenza dell'Ifil (2003-2008) a quella di Exor.

Negli anni all'IFI e all'IFINT Gianluigi Gabetti fu regista di operazioni di grande rilevanza: insieme con Cuccia, nel dicembre del 76 concluse l'accordo che portò i libici della Libyan Arab Foreign Investment Co (Lafico) a sottoscrivere un aumento di capitale della Fiat, versando 415 milioni di dollari ed acquisendo il 9,7% delle azioni ordinarie. Ancora Gabetti, dieci anni dopo, nel settembre 1986, riacquista tramite Ifil, 90 milioni di azioni Fiat ordinarie dalla Lafico, con un esborso di circa 1 miliardo di dollari, portando a poco meno del 40% la partecipazione di Gruppo al capitale ordinario Fiat.

Lasciate le cariche per limiti di età e ritiratosi a Ginevra nel 1999, rientra dopo poco a Torino a causa della malattia dell'avvocato Agnelli aiutare la famiglia nella logistica delle cure in Italia e all'estero. Assieme a Franzo Grande Stevens lavora per assicurare la successione del potere al nipote dell'Avvocato, John Elkann, e per portare Sergio Marchionne alla guida del gruppo. Nel 2004, scomparso Umberto Agnelli, Gabetti divenne presidente della Giovanni Agnelli e C. Sapaz, presidente dell'IFI e Presidente dell'IFIL diventando il punto di riferimento della famiglia. Per molti anni era stato l'uomo dei rapporti internazionali della famiglia Agnelli e della Fiat. Alla morte dell'Avvocato, Umberto Agnelli divenne presidente della Fiat e chiese a Gabetti di tornare in servizio affidandogli la presidenza dell'IFIL. Sempre discreto e riservato, amava la musica e l'arte.