Elemosiniere di Papa Francesco riattiva la corrente a stabile occupato

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Anche i Frati di Assisi fanno quadrato attorno all'elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski che, sabato scorso, con un gesto di grande impatto mediatico, ha riattaccato l'elettricità nell'edificio occupato a due passi da Santa Croce in Gerusalemme a Roma, infiammando lo scontro politico e legale. L'elemosiniere del Papa Konrad Krajewski ha giustificato così il suo gesto di staccare i sigilli del contatore, riaccendendo la luce nel palazzo occupato da 450 persone, tra cui 98 minorenni, in via Santa Croce in Gerusalemme.

Un "messaggio" ecumenico quello dell'elemosiniere di papa Francesco che cade guarda caso nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni Europee del 26 maggio e a pochi giorni dalla protesta di Casal Bruciato, un quartiere periferico della Capitale dove il Campidoglio guidato da Virginia Raggi ha assegnato una casa popolare a una famiglia nomade con dodici figli. Il cardinale ha compiuto questo gesto consapevole delle possibili conseguenze a cui può andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie. L'esposto in procura, che, molto probabilmente, porterà all'apertura di un fascicolo per danneggiamento e furto di energia elettrica, però, non riguarda soltanto la violazione dei sigilli, quanto piuttosto il fatto che l'intervento nella cabina a media tensione non sia avvenuto seguendo le procedure di sicurezza e che, adesso, i 400 occupanti possano trovarsi in una situazione di pericolo rispetto alla quale, ovviamente, la società declina ogni responsabilità. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini, in un comizio a Bra, parlando della vicenda del palazzo occupato a Roma da "3-400 persone, che non pagavano le bollette, e dove la società che le gestisce ha tagliato la luce, dicendo, o paghi come tutti gli altri italiani nel mondo, o non ti dò il servizio". È arrivato l'elemosiniere del Santo Padre ed è andato a riattaccare la luce.

"Se quello che ha fatto Krajewski è illegale, allora arrestateci tutti". "Anzi, se vuole pagherò anche le sue". Ma quelle parole ("Nel vangelo non c'è domani") risuonano nelle orecchie di chi, più o meno credente, ha una visione non attendista della vita. Qualche giorno fa, gli era stata staccata la luce. "Quel palazzo è una bomba ad orologeria: non ci sono uscite di emergenza, e nei weekend, nella discoteca entrano centinaia di persone", dicono i residenti, ormai sempre più rassegnati. È una chiesa schierata dalla parte della realtà, che non teme il teatrino che la politica ovviamente ha immediatamente allestito per attaccare il cardinale "elettricista". Per me conta che quella gente, pensi a tutti quei bambini., abbia la luce e l'acqua calda, il resto non ha importanza. Da cinque giorni né luce né acqua.

"All'improvviso è arrivato un cardinale, carico di cibo e giochi per i bimbi, che ha chiesto dove fosse il contatore sigillato" scrivono gli attivisti dello Spin Time Labs.

Nello stabile "ci sono cento minori e una ventina di adulti ammalati, alcuni hanno bisogno dell'ausilio cardiorespiratorio".

"Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate".

"Dovesse arrivare, pagherò anche la multa" ha detto ad alcuni organi di informazione italiani.

A stretto giro la replica del senatore del Pd Edoardo Patriarca: "Salvini non speculi su monignor Krajewski".