Il complotto delle case farmaceutiche Usa

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Il procuratore Tong ha spiegato che ci sono "prove forti che mostrano come l'industria dei farmaci generici abbia perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano", infatti "abbiamo email, sms, telefonate registrate ed ex insider delle aziende con cui crediamo di poter provare la cospirazione pluriennale per stabilire i prezzi e dividere le quote di mercato".

L'azione legale, frutto di cinque anni di indagini, è stata presentata dal procuratore generale del Connecticut, William Tong, e nomina specificatamente 15 persone tra dirigenti responsabili delle vendite, del marketing e dei prezzi.

I farmaci a cui sono stati alzati vertiginosamente i prezzi sono più di 100 tra cui lamivudine-zidovudine per l'HIV; budesonide per l'asma; fenofibrate per il colesterolo alto; anfetamina-dextroamphetamine per l'iperattività e i deficit di attenzione, ma anche antibiotici orali, fluidificanti del sangue, medicinali contro il cancro, il diabete, contraccettivi e antidepressivi. Teva e Pfizer, due delle più importanti aziende farmaceutiche al mondo, hanno negato le accuse: le altre citate nella causa non hanno ancora diffuso comunicazioni pubbliche.

In relazione a quanto scoperto dalle indagini condotte sul caso, più di 40 Stati Usa hanno denunciato le aziende farmaceutiche coinvolte nello scandalo. In alcuni casi, gli aumenti dei prezzi coordinati erano superiori al 1.000 percento, ha detto la causa.

I farmaci generici possono far risparmiare i compratori di farmaci e i contribuenti decine di miliardi di dollari l'anno perché sono un'alternativa a basso prezzo ai farmaci di marca.

Il sistema sanitario americano è da anni protagonista della politica statunitense.

Accordi illegali, tra luglio del 2013 e gennaio 2015, per gonfiare i prezzi dei farmaci generici fino al 1.000 per cento. In una nota il governatore del Nevada Steve Sisolak ha affermato che "Il livello di avidità adottato dalle società farmaceutiche è senza cuore e irragionevole".