Pokémon Detective Pikachu 3D

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Si tratta del primo film live-action realizzato a tecnica mista, ispirato ad un videogame del 2016 per Nintendo 3DS. E se poi la scelta risulterà essere fruttuosa e redditizia, tanto meglio: d'altronde, con un mondo come quello dei Pokemon, non c'era altra strada se non quella di mostrare, in una maniera visiva innovativa, il legame d'amore che lega indissolubilmente umani e Pokemon aprendo le porte a un nuovo futuro e rappresentando, finalmente, emozioni live-action.

Pokémon Detective Pikachu, bisognerebbe partire dall'inizio ovvero dal lontano del 2000 per l'Italia o il 1996 anno ufficiale della nascita del personaggio e della sua saga, ma per saperne di più vi lasciamo a Wikipedia. La scelta è stata modificarli il minimo. Non ci sono cani, non ci sono gatti, non ci sono piccioni: solo Pokémon.

Proprio questo è ciò che fa il Pikachu del film. Mai prima d'ora qualcuno aveva osato provare a portare sul grande schermo un live-action dedicato ai Pokémon e, se vogliamo dirla tutta, le ragioni sono anche comprensibili: con un franchise così amato, il rischio di flop è sempre dietro l'angolo e risultano esserci più rischi che vantaggi acquisiti. Naturalmente il merito di tanta sagacia e di un genere di battute comprese maggiormente dagli adulti che dai bambini, non va soltanto agli sceneggiatori, ma all'accattivante intonazione del doppiatore italiano di Ryan Reynolds: Francesco Venditti. Il protagonista Tim è un agente assicurativo che da piccolo sognava di fare l'allenatore di Pokémon (come dargli torto), ma che col tempo ha preferito una vita in giacca e cravatta in un paesino arrivando a non sopportarli. Il padre, che non vedeva da anni, è rimasto vittima di un grave incidente nel corso di un'importante indagine sulle gare clandestine di Pokémon e a lui spetta disporre dei suoi effetti personali e del suo appartamento. Detective Pikachu presenta infatti un buon numero di colpi di scena.