Brexit: May contestata nel Galles, 'perché non ti dimetti?'

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Pare proprio di sì, a giudicare dal crollo dei conservatori e dal rallentamento dei laburisti. Quasi tre anni dopo il referendum sull'uscita dall'Unione europea. A beneficiare di questa condizione sono soprattutto i liberaldemocratici (considerati erroneamente in fase di estinzione) ma anche i Verdi e i candidati indipendenti.

Un appello che è conseguenza della sconfitta elettorale, molto più pesante per i conservatori, che hanno perso oltre il 20% dei consensi dalle ultime elezioni nazionali, stando ai risultati ottenuti pochi giorni fa.

La premier britannica Theresa May vuole raggiungere un accordo con il leader laburista Jeremy Corbyn sui termini della Brexit e, secondo il Sunday Times, ha offerto un compromesso in tre aree: dogana, allineamento sui beni e diritti dei lavoratori. May si trovava ieri nel Galles per un intervento al convegno dei conservatori di Clwyd South: la premier aveva appena ringraziato la platea e si preparava a parlare quando un membro dei Tory locali - Stuart Davies - si è alzato in piedi e ha cominciato a gridare.

Come noto, a causa del rinvio della Brexit, ora il Regno Unito è costretto a partecipare alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

In tutto questo marasma istituzionale, è quanto mai plausibile che i cittadini britannici saranno chiamati anch'essi al rinnovo dei loro rappresentanti presso il Parlamento Europeo tra tre settimane - almeno che le trattative tra la Premier May e il leader dei laburisti Corbyn per arrivare ad un accordo da votare in Parlamento non si concludano positivamente entro dieci giorni al massimo - e, a recitare la parte del leone, potrebbe esserci ancora una volta colui che della BREXIT era stato il principale artefice: Nigel Farage.