"L’Italia è in recessione", S&P lascia invariato il rating a BBB

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Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a margine del forum Belt and Road a Pechino, commentando la scelta di Standard & Poor's di lasciare invariato il rating dell'Italia a BBB.

Il governo gialloverde è sul banco degli imputati di S&P se il Pil "rischia di ristagnare quest'anno", perché "l'inversione delle riforme e la volatilità esterna hanno spinto l'economia dell'Italia in recessione" alla fine del 2018.

E le previsioni sono di una situazione di stagnazione quest'anno. L'outlook (le previsioni), però, passa da positivo a negativo. L'agenzia di rating ha infatti avvisato Roma che un taglio del rating potrebbe arrivare entro i prossimi 24 mesi se dovessero aumentare deficit e debito sopra "le nostre stime".

Outlook negativo: quanto influisce il governo?

S&P segnala per l'Italia un "un forte deterioramento delle condizioni finanziarie esterne del governo e delle banche italiane". Una nota stonata che suonava quasi come il preludio di un possibile taglio successivo, che potrebbe concretizzarsi proprio oggi.

2020, +0,6% (in media, l'Eurozona crescerà del +1,4%).

Gli effetti sui consumi del reddito di cittadinanza si vedranno solo nella seconda parte dell'anno e si farà sentire gradualmente anche la spinta attesa dal decreto crescita e dallo sblocca cantieri. Si prevede poi una esplosione del rapporto debito / Pil. Il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, liquida le preoccupazioni degli industriali evidenziando che i pronostici catastrofici sono stati finora smentiti, ma sul destino dei 23 miliardi di clausole Iva che pesano sul prossimo anno l'incertezza regna ancora sovrana. Le tre più importanti come Standard & Poor's, Moody's e Fitch Rating possono influenzare in maniera molto significativa il giudizio economico che viene dato su un paese, un'impresa o un asset. Applausi invece al debito del settore privato, che continua a scendere.