Sarraj: "Ottocentomila migranti pronti a partire per l’Europa e l’Italia"

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Ma la mediazione italiana viaggia sui due fronti con il vicepremier Di Maio in missione commerciale negli Emirati Arabi, che sono - insieme ai sauditi - sostenitori dell'uomo forte della Cirenaica.

Oggi il premier Conte incontra a Palazzo Chigi il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed Al Thani, e il vicepremier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Ahmed Maitig, esponente di Misurata, alleati per fronteggiare l'attacco militare di Haftar contro il presidente riconosciuto dall'Onu, Al Sarraj. "La dichiarazione di una zona Search And Rescue libica, avvenuta nel 2017 - disse Salvi - non fa venire meno l'obbligo delle nazioni delle SAR vicine, innanzitutto Italia e Malta, di salvare le persone in pericolo, anche in zone di non diretta attribuzione, coordinando gli sforzi dei soccorsi e intervenendo direttamente, se del caso".

"Secondo segnale: il 5 aprile, da Ginevra è arrivata una dichiarazione ufficiale dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni in cui si "esprime preoccupazione per la popolazione civile e i migranti tenuti in detenzione in Libia, mentre convogli militari si avvicinano alla capitale Tripoli". I nostri combattenti stanno operando sul campo. "Noi difenderemo le nostre città, la guerra è ancora aperta e i combattimenti continuano", ha dichiarato Serraj nell'intervista. Dall'altra parte stanno attaccando le strutture civili, le strade, le scuole, le case, l'aeroporto e le strutture mediche: ambulanze e ospedali.

Secondo quanto emerge dal dossier, come riporta Il Corriere della Sera, i profughi sono circa seimila e "i trafficanti di uomini stanno cercando di organizzarsi nel reperimento di barche e gommoni", non si sa quanto la Guardia costiera libica possa controllare quel tratto di mare, ma non ci sono dubbi sul fatto che Tripoli non sia un porto sicuro.