Migranti dalla Libia, Salvini: terroristi sui barconi sono una certezza

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Luigi Di Maio interviene a gamba tesa nel dibattito sulla possibile emergenza immigrazione dalla Libia, dopo la direttiva varata da Matteo Salvini per bloccare le navi delle Ong che battono bandiera italiana. Uno sconfinamento, quello operato dal Viminale, che ha provocato sconcerto negli ambienti della Difesa e della Marina, al punto che la questione sarebbe stata anche oggetto - secondo varie fonti - dell'incontro di oggi al Quirinale tra il presidente Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte. "Io ho il diritto-dovere di decidere in quale porto sbarca tizio o caio: finché sarò io a decidere non c'è nessun porto disponibile per far sbarcare tizio o caio", ha sottolineato il ministro.

Adesso per il Viminale la preoccupazione che, approfittando del caos libico, possano arrivare in Italia "centinaia di terroristi islamici" è reale. "Il porto lo assegna il ministro dell'Interno, può piacere o no, gli italiani mi pagano per difenderli e questo sto facendo", ha aggiunto. Di recente, Salvini è stato nuovamente indagato per sequestro di persona, per la vicenda della nave Sea Watch. Il vicepremier leghista però si dice sereno: "Siamo tranquillissimi perché il Viminale è la massima autorità per la sicurezza interna".

"Il ministro dell'Interno è l'autorità nazionale di pubblica sicurezza e deve autorizzare lo sbarco".

Il problema è che non è una svista: secondo Salvini, "la direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente".

La direttiva dispone, inoltre, che "gli interventi da parte di imbarcazioni private in determinate e circoscritte aree di mare, che si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee" incentivano "gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola con il permesso del soggiorno" e ne favoriscono "obiettivamente l'ingresso illegale sul territorio nazionale". E' quanto si apprende da fonti del Viminale che ha immediatamente risposto con una direttiva: CLICCA QUI PER LEGGERLA. Quindi si ordina alla nave Mare Jonio di attenersi "alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività", e di rispettare "le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi". "Se veramente abbiamo il problema di 800mila migranti in Italia, di certo non li fermiamo con una direttiva che nessuno ha mai ascoltato", ha detto Di Maio, aggiungendo poi: "Se vogliamo aiutare l'Italia molliamo quei paesi che non accolgono i migranti invece di allearci con essi come fa Salvini, da Orban in giù".