Charlie Hebdo, la (solita) macabra ironia anche su Notre Dame

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Notre-Dame brucia, Charlie Hebdo ironizza: come sempre accade, il settimanale satirico francese non si è smentito, pubblicando una dissacrante copertina sul rogo di ieri alla cattedrale simbolo di Parigi. Il disegno, su fondo rosso e firmata Riss, ritrae il capo dello Stato francese con le due torri in fumo al posto dei capelli e un sorriso sinistro stampato sul volto. E la metafora è presto pronta guardando le immagini che lunedì sera hanno tenuto milioni di telespettatori davanti agli schermi: quell'ossatura, quella struttura di legno che è lo scheletro della cattedrale di Notre Dame distrutta dalle fiamme. Pioggia di critiche sui social al giornale. Un riferimento diretto anche alla questione delle riforme.

A causa dell'incendio di Notre Dame, Emmanuel Macron ha rinviato il discorso in tv durante il quale avrebbe dovuto illustrare misure e provvedimenti dopo il dibattito che ha animato la Francia in seguito alle proteste dei gilet gialli. "Avete riso sulla morte degli italiani, ma la differenza è che noi piangiamo Notre Dame come fosse anche nostra!", scrive qualcuno. Fin da quando la rivista satirica francese, che nel gennaio del 2015 subì un feroce attentato per mano jihadista che costò la vita a 12 dipendenti, osò ironizzare sulle tragedie che hanno colpito negli ultimi anni il nostro paese, copertine della rivista infatti sono state dedicate al crollo del ponte Morandi e prima ancora al terremoto di Amatrice e alla valanga sull'Hotel Rigopiano. "Fate una vignetta come si deve, lecchini incapaci". Non tutti però hanno parole al vetriolo: Piera, tra i commenti, si meraviglia e si rattrista.