M5S, Salvini decide quando non rischia

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Anzi, il vicepremier va ancora all'attacco dell'omologo pentastellato: "Il ministro Di Maio si occupa di lavoro e di sviluppo economico e non mi permetto di dargli lezioni su come risolvere le centinaia di crisi aziendali che sono ferme sul suo tavolo".

"Chiudere un porto è una misura occasionale, risultata efficace in alcuni casi quando abbiamo dovuto scuotere l'Ue, ma è pur sempre occasionale".

Intanto, intervistata nel corso del programma Circo Massimo, ai microfoni di Radio Capital, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sottolinea che "in caso di una nuova guerra in Libia non avremmo migranti ma rifugiati". Salvini ha poi negato che parlerà della cosa con la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "Quindi i primi ad essere colpiti saremmo noi, come Italia".

Con riferimento a Matteo Salvini, per il capo politico M5S "sarebbe utile, indipendentemente dagli sviluppi in Libia, se convincesse Orbán e i suoi alleati in Europa ad accettare le quote di migranti che arrivano in Italia". Il problema è proprio questo - aggiunge polemico - "sento tanto parlare di sovranisti, ma è troppo facile fare i sovranisti con le frontiere italiane".

"Sono appena tornata da un ultimo viaggio nel Corno d'Africa, ero stata poco tempo prima in Niger. Non ci si può lamentare dei migranti se poi si stringono accordi con le stesse forze politiche che ci voltano le spalle". Come pensiamo di poter gestire questo futuro con la chiusura dei porti?

"La Procura distrettuale della Repubblica di Catania", ha detto Salvini, "mi comunica che ha trasferito al Tribunale per i reati ministeriali gli atti del procedimento penale nei miei confronti per sequestro di persona". Bisogna avere testa in questi momenti e lavorare con responsabilità. Non sa letteralmente più cosa inventarsi. "Chiedo altrettanto rispetto. Ci metto la faccia e rischio personalmente". Se qualcuno ha nostalgia degli sbarchi a centinaia di migliaia, dei porti aperti, avanti c'è spazio per tutti, accogliamo tutto il resto del mondo, ha trovato il ministro sbagliato: "Salvini e la Lega dicono no".