Migranti Alan Kurdi, odissea finita: ecco dove andranno

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Non approderà in porto la Alan Kurdi, che non è stata autorizzata ad entrare.

L'Italia, ha detto Muscat, ha mantenuto la sua politica dei porti chiusi, il che significa che la nave è stata costretta a spostarsi verso Malta e ad attendere in acque internazionali. A queste 64 persone (di cui due già evacuate a causa di emergenze mediche) è stato permesso di approdare a La Valletta/Malta dopo aver sofferto per dieci giorni di incertezza in mare. Mentre il Vicepremier Matteo Salvini ha così commentato: "Ottime notizie! Verranno trasferiti in altre nazioni europee, a partire dalla Germania che è il paese al quale appartiene l'ong". "E ora anche La Valletta fa benissimo a denunciare la pressione indebita e pericolosa delle Organizzazioni non governative".

"La vicenda della Alan Kurdi rafforza la collaborazione tra Italia e Malta contro i trafficanti di esseri umani: non possiamo essere lasciati soli a fronteggiare sbarchi e trafficanti di esseri umani - continua - Ribadiamo, con forza, che le ong non sono al di sopra della legge". In un primo momento, l'ong tedesca Sea-Eye, che gestisce la nave e il suo equipaggio di 17 persone, aveva cercato di fare rotta su Lampedusa ma Salvini aveva respinto la richiesta. "Siamo stati, con Malta, i primi a dirlo, ora se ne accorgono in tutta Europa".

La Commissione Europea, intanto, si dice "sollevata" per la soluzione trovata, ma "questo incidente mostra ancora una volta chiaramente che l'Unione Europea non può continuare ad affidarsi a soluzioni ad hoc".

"Tutti i 64 migranti" della Alan Kurdi della ong tedesca Sea-Eye, "saranno sbarcati a Malta" e "ridistribuiti fra Francia, Germania, Portogallo e Lussemburgo".