La situazione in Libia sta peggiorando

Regolare Commento Stampare

"Fate presto", il peggioramento della situazione in Libia potrebbe spingere "800mila migranti e libici a invadere l'Italia e l'Europa". Scrive il Corriere della Sera che i rischi su quel che potrà accadere sono stati più volte evidenziati dall'intelligence nei rapporti riservati consegnati in queste ore al premier Giuseppe Conte, ma anche nel corso dell'audizione di fronte al Copasir del direttore dell'Aise - l'agenzia per la sicurezza all'estero - Luciano Carta.

L'intento degli incontri che si terranno oggi a Palazzo Chigi, ai quali parteciperà anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, è favorire il dialogo tra le fazioni provando a dare un argine al caos che va avanti da anni e che si è ispessito nelle ultime settimane, quando il generale Khalifa Haftar - appoggiato dall'Arabia saudita e guardato con favore dalla Francia e che oggi è volato in Egitto a incassare l'appoggio del "Faraone" - ha lanciato un'offensiva massiccia contro il governo di al-Sarraj (riconosciuto dall'Onu), nella speranza di conquistare Tripoli.

Almeno 147 morti e 614 feriti. L'Italia, protagonista della conferenza dell'Onu di Palermo del dicembre scorso, prova quindi a guidare un delicato lavoro di riavvicinamento tra le parti in conflitto. A riferirlo è il sito Libya Observer citando un portavoce dell'esecutivo, Muhannad Younis. Dall'altra parte Matteo Salvini ha ribadito la "linea dura" ma il ministro sa benissimo che in caso di guerra potrebbe essere inevitabile autorizzare gli sbarchi e organizzare i corridoi umanitari. Chi pensa al possibile attacco in Libia per risolvere il problema dei migranti sta facendo un errore enorme. La titolare della Difesa avverte che "le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull'Italia". Abbiamo una precisa strategia, vogliamo una soluzione politica, farò di tutto perché tutti gli attori libici, ivi compresi gli esponenti della comunità internazionale, lavorino con noi per una soluzione pacifica".Invece il presidente della Camera, Roberto Fico, si esprime a questo modo sulla questione libica: "I rifugiati non possono essere respinti, coloro che scappano da una guerra non possono essere respinti. "È il diritto e così è".

Negli ultimi giorni il corrispondente del New York Times dal Cairo - cuore reale del sostegno ad Haftar, dove in queste ore il generalissimo è stato in visita per incontrare il capo di stato Abdel Fattah al Sisi - ha scritto due articoli sull'argomento "Haftar-contro-estremisti", segno che dalla capitale egiziani lo spin con cui si vuol dipingere la missioni di Haftar ai giornalisti è esattamente questo. "Le parole hanno un peso" e sembrano tutte rivolte all'alleato di governo. E promette che si cercherà "una soluzione intra-Libia e non ci sarà un altro intervento militare". Ha detto il presidente del Consiglio rispondendo a Bari a una domanda dei cronisti sulla eventuale emergenza profughi provenienti dalla Libia connessa alla chiusura dei porti.