Benedetto XVI: tornare a Dio per superare la crisi degli abusi

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E il professore di Storia del cristianesimo alla Villanova University in Pennsylvania, Massimo Faggioli, sull'Huffington Post scrive: " Si riapre il processo al Concilio Vaticano II", posto "all'origine della decadenza morale nella Chiesa", mentre "tutti gli studi scientifici disponibili" mostrano che "la storia degli abusi sessuali inizia ben prima degli anni Sessanta: si ritrova già negli scritti dei Padri della chiesa nei primi secoli", fino più recentemente al "caso di Marcial Maciel e dei Legionari di Cristo", per gli abusi sessuali continuati per decenni a partire da denunce che risalivano al 1956.

"Tra le libertà che la rivoluzione del 1968 ha tentato di combattere c'era la totale libertà sessuale, una libertà che non concedeva più alcuna norma", scrive Benedetto XVI.

Per Capanna, "le parole di Ratzinger, per il quale parrebbe quasi che il '68 sia stato peggio di Attila e avrebbe prodotto tutti i mali della società contemporanea, compresa la pedofilia, mi sembrano davvero un'esagerazione abnorme e, lasciatelo dire proprio a me, estremista".

Anche se Benedetto XVI ha 92 anni "è lucido nel suo pensiero e nei suoi ragionamenti come si è visto in quel documento, molto elaborato e profondo".

Se non bastavano l'adunata di Verona, misogina e patriarcale, e i tentativi oscurantisti contro il diritto di famiglia del leghista Pillon, ecco un pamphlet del papa emerito, che intende mettere all'indice la 'rivoluzione sessuale' coeva del '68. "Parte della fisionomia della rivoluzione del '68 è stata che la pedofilia è stata diagnosticata come permessa e appropriata". "La propensione alla violenza che caratterizzò quegli anni è strettamente legata a questo collasso spirituale".

"In questa tesi - prosegue - c'è senz'altro qualcosa di giusto che merita di essere ulteriormente discusso e approfondito". Ratzinger si schiera con quanti bollano quella stagione come un'epoca di edonismo e di decadenza morale, tra i cui frutti ci sarebbe pure la bassa natalità nei paesi occidentali. Si giunge così alla terza parte in cui Benedetto XVI riflette sulle giuste risposte della Chiesa. "Ho l'impressione", spiegava il cardinale, "che le denunce di abusi cresceranno, perché siamo solo all'inizio". "L'antidoto al male che minaccia noi e il mondo intero - afferma - ultimamente non può che consistere nel fatto che ci abbandoniamo" all'amore di Dio: "Questo è il vero antidoto al male". L'articolo si conclude con un ringraziamento a Papa Francesco. La Chiesa di Dio c'è anche oggi, e proprio anche oggi essa è lo strumento con il quale Dio ci salva.

Ma la speranza è l'ultima a morire: "Ma anche oggi c'è pure la Chiesa santa che è indistruttibile".

E sul fatto di chi vuole contrapporre il Papa Emerito a Papa Francesco, il cardinale chiarisce che "non è possibile".