Alilauro per Caravaggio, sconti al Museo di Capodimonte per chi viaggia Volaviamare

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Caravaggio Napoli, con un rigoroso approccio scientifico, mette a confronto sei opere del Merisi provenienti da istituzioni italiane e internazionali e 22 quadri di artisti napoletani, che ne registrano immediatamente la novità venendone travolti, con soggetti ricorrenti nei dipinti del Maestro. L'agenda ufficiale parla di una visita alla mostra "Caravaggio". Nonostante questo "solo il 5% dei turisti che vengono in città sanno che qui sono custodite tre sue opere".

Dei diciotto mesi trascorsi da Caravaggio a Napoli si contano dieci dipinti divisi in due periodi, tra l'autunno del 1606 e il 1607 e tra l'autunno del 1609 e il 1610.

La fama di Caravaggio è, ormai, pari a quella di Van Gogh. Il primo, potente dialogo in mostra è tra La Flagellazione, conservata a Capodimonte, che l'artista realizzò per la chiesa partenopea di San Domenico e l'eccezionale prestito della Flagellazione del Musée des Beaux-Arts di Rouen, assente da Napoli da 35 anni e in arrivo dopo un restauro che ha recuperato a nuova vita il capolavoro.

La mostra si completa con le sette opere della misericordia, che si trova nel pio monte della misericordia in via Tribunali e che i visitatori potranno raggiungere con un servizio navetta, ideato per chiudere le polemiche sul trasferimento del quadro. Il legame del Merisi - che con il suo realismo grande impatto ebbe sulla Scuola napoletana e nella costituzione della poetica del naturalismo partenopeo - con la città è il fil rouge che attraversa il percorso Caravaggio Napoli, allestito al Museo e Real Bosco di Capodimonte dal 12 aprile al 14 luglio. "Devo dire - dice il Direttore Sylvain Bellenger - che proprio per questo doppio allestimento, ho percepito il supporto e l'entusiasmo di Napoli". Da allora, si può dire che Caravaggio entrerà nel dna della pittura napoletana fino al Solimena, in pieno Settecento.

L'influsso della Crocifissione di Sant'Andrea di Caravaggio, oggi a Cleveland, è evidente anche nella Crocifissione di Battistello, nel Martirio di Sant'Agata di Massimo Stanzione e nel San Sebastiano di Hendrik De Somer della collezione del Museo di Capodimonte.

Dai gentiluomini laici del Pio Monte della Misericordia ai raffinati poeti barocchi, dalle ricche famiglie cittadine ai tumultuosi avventori della Locanda del Cerriglio, dove sarebbe stato aggredito in circostanze misteriose, la permanenza in città lascia traccia nel linguaggio artistico e nelle soluzioni estetiche adottate da Caravaggio nelle opere di quel periodo. Bellenger ha inoltre sottolineato che la mostra è "organizzata in un modo molto drammatico, quasi nel buio con l'illuminazione solo sui quadri".