Achille Lauro, in '1969' la voglia di parlare a tutti

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Classe 1990, l'artista romano Achille Lauro viene sin da subito elogiato sulla scena rap nazionale con il primo mixtape "Barabba". Domani, venerdì 12 aprile, esce il suo nuovo attesissimo album, "1969". Un disco nuovo e rivoluzionario, anticipato dal singolo "C'est la vie". Nelle canzoni si respira profonda disperazione e leggerezza, unita a un sound ritmato, dove il rock and roll si fa protagonista assoluto, senza tuttavia tralasciare un tono malinconico e nostalgico. Una collaborazione che forse sta apportando un cambiamento anche alla stessa Tatangelo, stando alle parole di Lauro: "Anna ha una bellissima voce". "Anna ha una bellissima voce". Per me è come se fosse una bella Ferrari. Numerose, infatti, sono le indiscrezioni che vorrebbero Achille Lauro e Joe Bastianich come nuovi giudici al posto di Manuel Agnelli e Fedez che hanno deciso di abbandonare il talent, d'altra parte incerta era anche la partecipazione della Maionchi. "Mi divertono poi le esperienze televisive, specialmente quando sono vicine al mio lavoro". Le persone crescono: questo è il momento delle responsabilità. Ho sempre curato gli show personalmente, ma stavolta ancora di più, perché è vero che ero pronto al tour ma non al tour della mia vita. "Il '69 è un anno ricco di avvenimenti che rappresentano molto per me e per questo disco".

Se la sonorità e la melodia con cui vengono proposti i temi è variata, continua l'esposizione di testi che esprimono un senso di ribellione e rivalsa, in una forma che può sembrare più poetica, ma non meno diretta e ed efficace.

Prosegue Achille Lauro: "Non credo al caso, credo che sia già tutto scritto e credo nei sacrifici". All'immagine dell'artista ispirato, Achille Lauro preferisce quella del musicista impegnato nella costruzione della sua carriera: "non sono un sognatore, ma un operaio del mio successo". Anche questa 1969 era scritta prima. È stata una delle sorprese dell'ultima edizione perché nessuno si aspettava che sarebbe piaciuto a un pubblico diverso da quello giovanile. "Per questo motivo ho voluto renderne omaggio". A ottobre 2017 firma per Sony Music e partecipa al programma 'Pechino Express con il suo produttore Boss Doms. "Quando ho iniziato a comporre Rolls Royce ho detto che doveva essere un pezzo generazionale, doveva parlare a tutti". "E si sono dette cose false - spiega Achille Lauro - Io non parlavo di droga, che è un problema grave e andrebbe affrontato seriamente nelle scuole".