Mozione sul genocidio armeno, Turchia convoca ambasciatore italiano

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La protesta diplomatica è una prassi comune in casi analoghi da parte del governo turco, che non riconosce il genocidio degli armeni durante la prima guerra mondiale. Così ha affermato il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo, che sostiene l'obiettivo di "onorare le vittime di queste atrocità" per favorire un percorso di pace.

L'Italia ha riconosciuto formalmente il genocidio degli armeni, lo sterminio di un milione e mezzo di cristiani pianificato tra il 1915 e il 1917 sotto l'Impero Ottomano. Il riconoscimento a livello parlamentare dell'Italia, con una risoluzione alla Camera dei deputati, è avvenuto nel novembre 2000. La Camera dei Deputati ha approvato con 382 voti a favore, 43 astensioni e nessun contrario, la mozione bipartisan che impegna il governo a "riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale", sulla quale l'esecutivo, rappresentato in aula dal vice ministro degli Esteri, Emanuela Del Re, si è rimesso al voto di Montecitorio.

Il portavoce dell'Akp, partito di governo, ha rinfacciato all'Italia la sua politica coloniale negli anni del fascismo. Tra i Paesi membri dell'Unione europea hanno dato seguito alla richiesta del Parlamento europeo: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia e lo stesso ha fatto la Svizzera.

"Sua Santità Papa Francesco - continua la mozione - il 12 aprile 2015, in occasione di una solenne celebrazione in San Pietro, ricordava il massacro degli armeni perpetrato dall'impero Ottomano ritenuto "il primo genocidio del XX secolo".