Julian Assange arrestato all'ambasciata ecuadoriana a Londra

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Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato dalla Polizia Metropolitana di Londra nell'ambasciata ecuadoriana, e trasferito in commissariato in attesa di essere portato davanti a un giudice: lo ha reso noto la stessa Scotland Yard.

All'epoca secondo il Guardian Assange sosteneva che se fosse stato estradato in Svezia avrebbe potuto essere arrestato dagli Stati Uniti e accusato per la pubblicazione da parte di WikiLeaks di centinaia di migliaia di dispacci diplomatici statunitensi. Il dipartimento della Giustizia Usa ha inoltre confermato, come già anticipato dall'avvocato di Assange e da Scotland Yard, che il fondatore di Wikileaks è stato arrestato dalla polizia britannica anche a seguito di una richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi il governo ecuadoriano aveva revocato l'asilo politico concesso. Chelsea Manning, che era il soldato Bradley Manning prima di questa gigantesca fuga di notizie nel 2010 e 2011, è tornata in carcere il mese scorso perché si rifiutava di rispondere alle domande del grand jury incaricato di supervisionare l'inchiesta su Wikileaks. Secondo Wikileaks, l'azione giudiziaria nasconderebbe tuttavia in realtà l'intenzione di Londra di consegnarlo agli Usa dove Assange è nel mirino fin dalla pubblicazione nel 2010 di una montagna di documenti riservati imbarazzanti per Washington. Assange si sarebbe dovuto presentare in tribunale il 12 giugno di quell'anno, ma non lo fece e si rifugiò subito dopo presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, chiedendo asilo politico in quanto perseguitato. Valencia ha poi aggiunto che l'ambasciata ha ridotto il budget per le spese di sicurezza nel 2018, facendole passare 1 milione di dollari l'anno a 600.000. Voglio ringraziare l'ambasciata dell'Ecuador per la sua cooperazione e la polizia per la sua professionalità: "nessuno è al di sopra della legge", ha detto Javid. Assange è stato accusato anche di aver aiutato la Russia nelle elezioni presidenziali americane del 2016, pubblicando quasi 20 mila e-mail rubate dalla campagna Clinton e dal Democratic National Committee. Ma il ministero della giustizia Usa sembra intenzionato a contestare altri reati, che potrebbero aumentare la pena. Come scrive la Cnn, è molto probabile che presto si aggiungeranno altre accuse, ben più pesanti, contro di lui.

Nei documenti sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato europei, sui rapporti tra Stati Uniti ed Estremo Oriente e sulle posizioni dei più importanti Stati alleati inclusa l'Arabia Saudita, principale fiancheggiatore degli Stati Uniti e nel contempo, segretamente, principale finanziatore della rete terroristica di Al-Qaida. E nel 2017 Julian Assange è stato invitato a liberarsi del suo amico felino. "Sono molto preoccupato", ha twittato Martin Fowler, un programmatore che vive negli Stati Uniti.