Il Papa bacia i piedi e invoca pace (proprio come l'altro Francesco)

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Una iniziativa senza precedenti se si eccettua la preghiera per la pace tenutasi nel giugno del 2014 nei giardini vaticani con la presenza del presidente israeliano Shimon Peres e di quello palestinese Abu Mazen. La coesistenza tra i due è sempre stata regolata con "un miracolo di equilibrio", sottolinea Massimo Franco, ma ora quel testo potrebbe aver stravolto tutto.

Dopo aver ascoltato e aver pronunciato il suo discorso, papa Francesco ha voluto rivolgere alcune parole di saluto molto personali ai responsabili politici presenti. Papa Francesco avrebbe invitato a Casa Santa Marta le autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan, per riflettere e chiedere a Dio "un futuro di pace e prosperità per la gente del Sud Sudan".

Un ritiro che era stato annunciato qualche settimana fa e che da ieri, 10 aprile, sino ad oggi si svolge in Vaticano. Il punto è che il folto gruppo di oppositori di Bergoglio altro non aspettava che una presa di posizione di Ratzinger per poterlo così ufficialmente schierare dalla loro parte.

Il Vaticano ha spiegato "il gesto sorprendente e commovente" di Francesco come un passaggio simbolico, fatto (non a caso) "una settimana prima che lo stesso gesto si ripeta nelle chiese di tutto il mondo per far memoria dell'Ultima Cena, quando Gesù, ormai alla vigilia della sua Passione, lavando i piedi degli apostoli, ha indicato loro la via del servizio".

"Non mi stancherò mai di ripetere che la pace è possibile!". Anche voi: "pregate sempre per il vostro paese".

Il Papa ha continuato: "Assicuro la mia vicinanza spiriturale a tutti i vostri connazionali, e in particolare a rifugiati e malati, rimasti col fiato sospeso in attesa dell'esito di questo giorno storico. Supplico Dio onnipotente che la pace venga nella vostra terra, e mi rivolgo anche agli uomini di buona volontà affinché la pace venga nel vostro popolo". Vi esorto pertanto - aggiunge - a cercare ciò che vi unisce, a partire dall'appartenenza allo stesso popolo, e superare tutto ciò che vi divide. Auspico di cuore che definitivamente cessino le ostilità, che l'armistizio sia rispettato - per favore, che l'armistizio sia rispettato! E dialogando spontaneamente, come "fratello", ha lasciato parlare il suo cuore, chiedendo ai leader di raccogliere la sfida per diventare "da semplici cittadini", "padri della Nazione". Lo chiedo con il cuore, andiamo avanti. Ci saranno tanti problemi, ma non spaventiamoci. Voi avete avviato un processo: "che finisca bene" esorta il Pontefice. Gli equilibri sono saltati, ed in questo contesto c'è anche chi mette in dubbio l'autenticità del testo di Ratzinger: il sospetto è che nasconda una manovra del fronte tradizionalista per destabilizzare l'attuale papato. Anche queste siano dentro l'ufficio; davanti al popolo, le mani unite. "Che le divisioni politiche ed etniche siano superate e che la pace sia duratura, per il bene comune di tutti i cittadini che sognano di cominciare a costruire la Nazione".

"I miei pensieri vanno innanzitutto alle persone che hanno perso i loro cari e le loro case, alle famiglie che si sono separate e mai più ritrovate, a tutti i bambini e agli anziani, alle donne e agli uomini che soffrono terribilmente a causa dei conflitti e delle violenze che hanno seminato morte, fame, dolore e pianto".