Incidente Boeing: i piloti seguirono le procedure

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Continuano le indagini sulle cause che hanno portato allo schianto il volo ET302 dell'Ethiopian Airlines lo scorso marzo.

E ora, l'annuncio che i Boeing 737 Max rimarranno a terra ancora per qualche settimana. Dopo il disastro aereo, tutti gli aerei 737 del produttore americano sono stati bloccati, in attesa di revisione. Lo schianto in Etiopia è stato infatti il secondo in cinque mesi in circostanze simili per quel tipo di jet: anche l'aereo Lion Air precipitato a ottobre nel mare vicino Giacarta è caduto poco dopo il decollo e dopo oscillazioni violente e ravvicinate. Gli occhi sono puntati sul sistema anti-stallo, che gli esperti sospettano sia all'origine dei disastri.

E' emerso che il problema è rappresentato proprio dal sistema Mcas, Maneuvering Characteristics Augmentation System, il software che la Boeing è stata costretta a montare sui 737 Max8 per modificare artificialmente l'assetto del velivolo impedendogli di andare in stallo.

"Il personale ha seguito tutte le procedure fornite dal costruttore del velivolo, ma non sono state sufficienti per riprenderne il controllo", ha dichiarato il ministro dei trasporti etiope, Dagmawit Moges, in conferenza stampa.

Nessuna fumata bianca per il ritorno in pista del 737 max. Non avrebbero quindi avuto alcuna responsabilità nell'incidente aereo. Raccomandava ai piloti, nel caso, di disattivare il sistema e "disconnettere i compensatori elettrici", questo "sino alla fine del volo".

Per sei minuti lo scorso 10 marzo i due piloti del volo 302 della Ethiopian Airlines hanno lottato con il computer, per correggere la rotta, invano. Intanto, Boeing tenta di correggere il Mcas per ridurne la forza d'azione.

È quanto risulta da un rapporto preliminare sul disastro, in cui sono morte 157 persone, tra cui otto italiani e tre esponenti di una Ong bergamasca.