Brexit, Camera boccia uscita senza accordo con Ue

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A caldo, il Primo Ministro ha espresso la sua delusione per la mancata approvazione del testo. Anche se il contraccolpo più pericoloso (descritto come una potenziale "martellata sull'economia" dalla Confindustria del Regno) continua a incombere ovviamente sulla Gran Bretagna medesima. Il Parlamento britannico affronta oggi "una scelta cruciale", ha detto ai Comuni il vicepremier di fatto, David Lidington, precisando che, in caso di 'no' alla mozione, il governo "faciliterà" nelle prossime settimane la ricerca di "maggioranze diverse" in Parlamento su ipotesi di accordo alternative a quella della premier. "La mozione del governo che sarà presentata fissa a mercoledì prossimo la scadenza per approvare un accordo sulla Brexit", ha annunciato lo speaker della Camera dei comuni, John Bercow, precisando che "se per allora sarà approvato un accordo, il governo chiederà una proroga dell'articolo 50 fino al 30 giugno". Non è più così fantasiosa l'idea che si formi un nuovo governo di emergenza formato da chi oggi voterà contro il no deal.

La sconfitta di ieri del governo di Theresa May sulla mozione anti-no deal segna la necessità che sia "il Parlamento a prendere il controllo" del processo verso la Brexit.

Non c'è maggioranza alla Camera dei Comuni britannica invece in favore di un secondo referendum sulla Brexit, almeno per ora. Così l'avvocato generale della Corte di giustizia europea Eleanor Sharpston offre il suo personale contributo, in una lunga disamina dei vari scenari possibili sulla Brexit, sul suo profilo Twitter.

"È stato suggerito che le elezioni europee di maggio rappresentano un ostacolo insuperabile a qualsiasi estensione della permanenza del Regno Unito nella Ue che vada oltre i 2-3 mesi". Tuttavia, un voto che scongiuri il "no deal" non esclude del tutto uno scenario "no deal", che resta ancora una possibilità. Un parere che inizialmente aveva lasciato in sostanza "invariato" il rischio legale di un ingabbiamento a tempo indeterminato del Regno Unito nel backstop, ma che Cox potrebbe ora correggere secondo le aspettative diffuse da qualche ministro e raccolte da alcuni brexiteer radicali della corrente Tory dell'European Research Group (Erg). Mentre il negoziatore Ue, Michel Barnier, sottolinea che i "preparativi al no deal sono più importanti che mai". All'inquilina di Downing Street, non è bastato il balsamo dei tre documenti allegati agli accordi di novembre concessi in extremis negli ultimi colloqui di Strasburgo dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a nome dei vertici Ue.