Guzzanti: "Truffato, soldi in fumo e casa pignorata"

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Truffato per dieci annu da quello che, oltre a essere suo socio emanager, riteneva un suo amico. "Il trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario", ha sottolineato. Trigona, avrebbe agito assieme al suo dipendente, e presunto complice, Cesare Vecchio: il primo nella qualità di produttore degli spettacoli di Guzzanti, il secondo come amministratore unico della Ambra srl. Ma dopo aver ottenuto la delega a quanto pare non ha effettuato gli investimenti, falsificando i documenti che mostrava a Guzzanti, inventando anche guadagni per 6,5 milioni di euro. Trigona, al tempo già manager di grandi nomi della musica italiana, avrebbe convinto l'attore a affidargli parte dei suoi risparmi per investirli in titoli tedeschi. Quando Sabina, Caterina, Paolo Guzzanti e i cugini Paolo e Sandra Balducci finirono nella truffa del cosiddetto "Madoff dei Parioli", Gianfranco Lande, che coinvolse molti Vip romani in una gigantesca truffa da 170 milioni di euro.

Come riferisce il Corriere della Sera, Corrado Guzzanti ha testimoniato in tribunale contro Valerio Terenzio Trigona, conosciuto negli anni '90, ai tempi in cui l'attore era una delle star di Tunnel, programma condotto da Serena Dandini. "Con Trigona era nata una collaborazione professionale che ben presto era diventata anche una intensa amicizia contraddistinta, ritenevo purtroppo a torto, da un rapporto di reciproca fiducia - ha scritto l'attore nella denuncia - E invece hanno svuotato sistematicamente i miei conti bancari con la incredibile accondiscendenza degli operatori di sportello". Così, Guzzanti avrebbe sborsato 230mila euro, cifra della quale l'imputato avrebbe riferito l'avvenuto saldo: anche questo "mai avvenuto" sostiene l'accusa. Una condotta che la procura attribuisce non solo a Trigona, ma anche a Vecchio.

"Ho scoperto di essere talmente rovinato - ha spiegato Guzzanti ai media - che 500 euro mi avrebbero fatto comodo". Dopo 30 anni di carriera l'attore, infatti, ha dovuto riprendere a "lavorare come un matto per salvare la casa", andando avanti "a scatolette di tonno", come lui stesso ha ammesso. "Nel 2014 me la sono cavata con due o tre lavori che mi hanno permesso di guadagnare abbastanza per pagare le tasse e la casa e sono stati come una specie di terapia per ripartire". "Poi l'anno seguente è arrivato anche un nuovo progetto".