Brexit, il Parlamento inglese boccia (di nuovo) l’accordo della May

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In assenza di un accordo, non ci sarà il periodo di transizione fino alla fine del 2020, previsto per evitare contraccolpi economici e logistici imprevedibili nel divorzio tra Londra e Bruxelles e negoziare un nuovo accordo tra Regno Unito e Unione europea.

La premier ha detto che domani voterà contro l'opzione di un no deal in una mozione ad hoc e quindi giovedì onorerà la promessa di mettere ai voti un'ulteriore mozione sulla possibilità che il governo chieda "un breve" rinvio della Brexit rispetto al 29 marzo.

Ancora più esplicito il capo negoziatore Ue Michel Barnier: "I nostri preparativi per un 'no deal' sono ora più importanti che mai". La premier aveva già subito una pesante sconfitta lo scorso 15 gennaio, quando l'accordo era stato respinto con una maggioranza di 230 voti. Lo dichiara una portavoce della Commissione Europea: "L'Ue continua a sostenere l'accordo di ritiro, incluso il backstop, che serve a prevenire il risorgere di un confine fisico sull'isola d'Irlanda e a preservare l'integrità del mercato unico, a meno che e finché non possano essere trovati accordi alternativi". Coloro i quali si vedranno riconosciuto lo status di Settled (o di preSettled) potranno continuare a godere, in linea di massima, di diritti e benefici assicurati fino ad ora, la cui tutela tuttavia verrebbe demandata a tribunali britannici (senza alcun possibile coinvolgimento di istanze giurisdizionali europee, come invece previsto nell'accordo di recesso).

Come confermato dalla stessa May, i Comuni si riuniranno nuovamente oggi per decidere sull'opzione 'no deal', vale a dire se procedere o meno con una Brexit senza accordo il 29 marzo, la data fissata per l'uscita del Regno Unito dalla Ue. "Teniamo le mani sul volante e allacciamo le cintura di sicurezza". Le modifiche, relative per lo più a dare rassicurazioni sull'ormai famoso "backstop", non sono però state considerate sufficienti da molti parlamentari, tra cui diversi Conservatori e i membri del DUP, il partito unionista nordirlandese che sostiene il governo May.

Corbyn: "Fallito l'obiettivo" - Troppo poco anche per il Partito Laburista, per il quale le intese di Strasburgo non garantiscono "nessun cambiamento" sostanziale.

Il verdetto è arrivato al termine di 48 ore frenetiche, che hanno lasciato May evidentemente provata, con il tormento della raucedine a minarne le corde vocali nel momento cruciale dell'introduzione del dibattito decisivo.

Un'ipotesi di accordo molto simile a quella precedente e già bocciata dai parlamentari di Londra.

La crisi di governo - La bocciatura del voto bis, secondo le indiscrezioni raccolte tra i deputati dalla Bbc, potrebbe portare a una crisi di governo e allo scioglimento anticipato del Parlamento dopo la probabile richiesta all'Ue di un rinvio limitato rispetto alla prevista data d'uscita. Il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, dopo il voto ha tuonato che l'accordo è "chiaramente morto" e che "è tempo di elezioni generali".