Venezuela, il ministro Moavero: "Maduro illegittimo, chiediamo nuove elezioni"

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"Il governo italiano ritiene che le ultime elezioni presidenziali in Venezuela siano state inficiate nella loro correttezza, equità e legalità e non attribuiscono dunque legittimità a chi le ha vinte, Nicolas Maduro". Il potere è di fatto ancora saldamente di Maduro - che continua ad avere il sostegno dell'esercito - ma decine di paesi in tutto il mondo hanno riconosciuto l'autorità di Guaidó e hanno chiesto che vengano indette nuove elezioni presidenziali (quelle della scorsa primavera erano state giudicate irregolari da tutti gli osservatori internazionali). "L'instabilità di questi anni - si legge ancora nel documento - ha determinato l'acuirsi della crisi economica, con tassi di inflazione che gli analisti stimano intorno al milione e trecentomila per cento e secondo alcune previsioni potrebbe raggiungere quota 10 milioni per cento nei prossimi mesi; in questi 5 anni di crisi il Venezuela ha visto ridursi il proprio Pil di oltre il 40%, precipitando in una progressiva mancanza di prodotti alimentari, farmaci e servizi essenziali". "Le nuove elezioni presidenziali restano per noi la via per una soluzione", e ha sottolineato come "restano valide le elezioni dell'Assemblea nazionale tenute successivamente".

Domani alle 12 alla Camera e alle 15.30 al Senato Moavero Milanesi riferirà sulla questione e dopo le comunicazioni è atteso il voto sulle risoluzioni che verranno presentate dalle varie forze politiche. Guaidó, in essa, sottolinea anche come "il Venezuela e l'Italia hanno profonde radici comuni".

Il Venezuela sarà in grado di pagare tutti i debiti verso la Russia solo nel caso in cui il presidente autoproclamato, Juan Guaidò, auto dichiaratosi presidente del paese, salirà al potere, ha detto il suo rappresentante per l'aiuto umanitario europeo Rodrigo Diamanti.

"Siamo qui a Roma perché abbiamo finalmente bisogno di parole chiare - ha detto Francisco Sucre - perché in Venezuela non c'è democrazia, né libertà, ed ogni vostro appoggio al presidente illegittimo". Ottocentomila venezuelani sono ridotti alla fame - ha aggiunto Antonio Ledezma - e cinque milioni hanno già lasciato il paese. "Servono elezioni libere che rispettino la volontà popolare". Il primo è un impegno per il governo "a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese". "Dobbiamo difendere - ha concluso - il diritto alla pace".

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