Nelle stime sul Pil 
l’Ue è troppo buona?

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Questa revisione riflette fattori esterni quali tensioni commerciali e rallentamenti sui mercati emergenti, in particolare in Cina. In alcuni paesi della zona euro riemergono preoccupazioni per il legame tra banche ed emittenti sovrani e per la sostenibilità del debito. La possibilità di una Brexit non ordinata crea ulteriore incertezza. Invece gli investimenti "decelereranno bruscamente nel 2019 e resteranno fermi nel 2020".

Il deludente dato della produzione ha portato il Cer a rivedere in senso ulteriormente negativo la propria stima sul Pil per il periodo gennaio-marzo, abbassata a -0,3% da -0,2% indicato solo lunedì. Secondo quanto pubblicato dall'agenzia Ansa, nelle previsioni economiche invernali che la Commissione Ue pubblicherà giovedì, il Pil 2019 dell'Italia dovrebbe essere rivisto allo 0,2%. La crescita economica continuerà, ma sarà più moderata. L'economia europea dovrebbe continuare a beneficiare del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, di condizioni di finanziamento favorevoli e di una politica di bilancio leggermente espansiva.

Cala allo 0,2 per cento la stima di crescita del Pil dell'Italia nel 2019.

Dal 18 al 29 marzo la Rappresentanza in Italia della Commissione europea lancerà l'iniziativa "Primavera dell'Europa": una serie di eventi nelle scuole secondarie, nelle università e nelle città, con l'obiettivo di portare l'Europa tra i cittadini, soprattutto i più giovani, e promuoverne la partecipazione attiva alla vita democratica dell'Unione. Il Paese è quello che avrà la crescita minore di tutti, al di sotto della soglia dell'1%. L'inflazione generale (IAPC) è stata in media dell'1,7 % nel 2018, in aumento rispetto all'1,5 % del 2017. Frena la Germania (-0,7%, crescita attesa all'1,1% nel 2019, incide la crisi del settore auto), così come i Paesi Bassi (crescita attesa scesa dal 2,4% all'1,7%), Francia ( Pil +1,3%, in riduzione dello 0,3%). Lo afferma il Fmi, sottolineando che anche sei i benefit previsti hanno nel mirino i più poveri, il reddito penalizza le famiglie più numerose.

Le previsioni per tutti gli anni sono quelle pubblicate a febbraio, le attuali "Previsioni d'inverno" (Winter Forecasts) tranne per il 2009 e il 2012 (*), anni in cui le uniche previsioni disponibili sono quelle diffuse a maggio.