Di Maio e Salvini insistono su Bankitalia e Consob

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Discorsi finora teorici. Se anche volesse il Tesoro, dopo il "divorzio" del 1981 voluto per sancire una volta per tutte l'indipendenza della Banca d'Italia dal potere politico di turno, non può chiedere a Via Nazionale di vendere oro e girargli i proventi, anche se una proposta di legge presentata dal parlamentare leghista Claudio Borghi (attuale presidente della Commissione Bilancio alla Camera) vorrebbe fornire una "interpretazione autentica della normativa vigente in materia valutaria, volta a chiarire che la Banca d'Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, fermo restando il diritto di proprietà dello Stato italiano sulle riserve, comprese quelle detenute all'estero" (fisicamente nei forzieri di Banca d'Italia vi sono infatti circa 1.200 tonnellate d'oro, il resto essendo in gran parte custodito presso la Federal Reserve, la Banca d'Inghilterra e la Banca nazionale svizzera).

Di Maio ha inoltre spiegato che il fondo per i risarcimenti dei risparmiatori delle popolari "non opererà tramite arbitrato" ma tramite una "commissione del ministero dell'Economia che valuterà le domande".

"Le nomine non mi appassionano, non personalizzo, non entro nel merito di chi è più bravo: ci sono il premier e il ministro dell'Economia, mi affido alla loro competenza e alle loro scelte".

Così ha risposto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di utilizzare l'oro di Banca d'Italia per evitare l'aumento dell'Iva.

Quello che stiamo dicendo sia su Consob sia su Bankitalia non è un fronte che apriamo ma semplicemente un modo per mantenere una promessa agli italiani. Se noi siamo qua, se voi siete qua col conto corrente in rosso, è perché chi doveva controllare non ha controllato. Lo ha detto Matteo Salvini su Bankitalia. "Mi sono già espresso", ha detto all'Ansa riferendosi all'indipendenza di Bankitalia messa in discussione dai vicepremier. Il nuovo fronte per la Lega è quello dei 90 miliardi di riserve auree di Bankitalia, quelle che di fatto servono come garanzia della stabilità finanziaria del Paese e, considerando che l'Italia fa parte dell'euro, in un certo senso anche dell'eurosistema. Secondo la bozza della norma vista da Reuters, questa consentirebbe la vendita dell'oro custodito dalla Banca d'Italia qualora fosse autorizzata da una legge costituzionale. "Invece si mettono altre bombe". Minare e distruggere l'equilibrio su cui si fonda l'autonomia delle autorità indipendenti. "Non conosco Signorini - ha aggiunto - ma troveremo un accordo in Cdm".