Riforme Primo ok alla riduzione dei parlamentari, cosa cambia in 4 punti

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Adesso il testo passa all'esame della Camera dei deputati. E anche che con la riduzione dei parlamentari, i cittadini non avranno una adeguata rappresentanza in Parlamento.

Tra i contrari troviamo il Partito Democratico, gli alleati di centrosinistra, Liberi e Uguali e il gruppo delle Autonomie.

Luigi Di Maio ha commentato nel pomeriggio la notizia dell'approvazione della legge al Senato con un post su Facebook: "EVVIVA!" La misura intende portare a 400 il numero dei deputati (dagli attuali 630) e a 200 il numero dei senatori (dagli attuali 315), stabilendo che il numero dei senatori a vita non possa essere in alcun caso superiore a cinque. Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura.

Nel dibattito al Senato è emerso che la presenza in parlamento di un numero adeguato di eletti nella circoscrizione estero è sopportata e tollerata, non sembra scontata, tanto ovvia che sembra scandalosa, sovversiva, scomoda Perché toglie posti ai partiti nazionali, mentre é certamente innovativa persino al giorno d'oggi, in un'epoca in cui in Europa sono scomparse le frontiere e i muri e gli italiani all'estero esercitano un fascino e una tendenza di promozione del nostro paese.

Quattro invece coloro che si sono astenuti. Trattandosi di una riforma costituzionale è necessaria una doppia lettura conforme da parte di entrambe le Camere.

"E' una giornata storica, posiamo la prima pietra per un Parlamento più efficiente, meno costoso - ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro -". Sì al taglio dei parlamentari, basta bicameralismo perfetto. Il Senato diventi Camera delle autonomie con funzioni diverse e votino anche i diciottenni, No a spot, sì a riforme utile. "Non è il taglio delle poltrone, ma rischia di essere il taglio della democrazia".

Su quest'ultimo punto la maggioranza è entrata in fibrillazione con lo scontro tra i fautori della "democrazia diretta" e dello strumento dell'iniziativa popolare e chi come la Lega o le opposizioni esprimono delle perplessità. La Lega, con Calderoli, ha sottolineato piuttosto la maggior efficienza per due Camere più snelle: lo dimostra il fatto, ha detto, che già oggi il Senato fa le stesse cose della Camera con la metà degli eletti.