Una Brexit imbalsamata dopo l'incontro tra May e Juncker

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"L'Ue a 27 non riaprirà l'accordo di ritiro", ha spiegato Juncker. Secondo le prime indiscrezioni, una nuova bozza di accordo, con nuovi termini rispetto al discusso Backstop (una specie di doppio regime, per l'Inghilterra e l'Irlanda del nord) potrebbe non arrivare prima della seconda metà d marzo, ossia a completo ridosso di Brexit vera e propria. May e Juncker si rivedranno a fine mese.

Se non che la situazione caotica della Francia e le crescenti difficoltà del ciclo economico tedesco potrebbero forse indurire ma più probabilmente ammorbidire la posizione di Bruxelles. Lo riferisce il portavoce della stessa Commissione, Margaritis Schinas. Per uscire dall'impasse e evitare una Brexit disordinata, May dovrebbe modificare in profondità i parametri della strategia, rompere con i falchi del suo partito e fare un accordo con i pragmatici del Labour.

Lo scenario auspicato dall'Ue è quello di una Brexit molto "soft" con un netto cambio di rotta di May a Londra.

Il laburista chiede di chiarire e fissare i principi delle relazioni future tra Regno Unito e Unione europea e inserirli nella legislazione britannica, per far sì che in futuro un prossimo governo non possa fare marcia indietro. Il Labour di Jeremy Corbyn mercoledì ha pubblicato una lettera con le sue cinque richieste al primo ministro: un'unione doganale, un allineamento normativo con le regole del mercato interno, un allineamento dinamico ai diritti e alle protezioni sociali in vigore nell'Ue, l'impegno a partecipare nelle agenzie e nei programmi europei e un accordo sulla sicurezza.

Per May la scelta è difficile.

Da tutti questi colloqui, May non ha portato a casa molto: un comunicato congiunto suo e di Juncker ha definito il loro dialogo "robust but constructive", cioè teso ma costruttivo.