Cara Mineo, al via i primi trasferimenti: in partenza 50 migranti

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Sono cominciati i primi trasferimenti dal Cara di Mineo: stamattina è partito un bus con 25 migranti diretto al Centro di assistenza straordinaria di Trapani. I profughi saranno trasferiti dalla predetta struttura in altri centri assistenziali. In sei non si sono presentati al bus per il trasferimento. "È chiaro che così hanno perduto il diritto all'accoglienza in strutture governative". Una folla di migranti si è radunata dentro il Cara, al momento non c'è tensione e le procedure proseguono con tranquillità. Altri 50 ancora dopo dieci giorni, come annunciato dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che prevede la "chiusura del Cara entro l'anno".

Con la partenza di oggi sarà superata, al ribasso, la soglia di 1.200 persone, previsto dall'accordo di salvaguardia, che permette ai gestori e al governo di potere rescindere il contratto senza pagare penali. "Vorrei sapere - conclude - dal ministro Salvini se manterrà questi impegni, sia sul piano economico e della sicurezza del nostro territorio". "Siamo italiani e come gli altri, più degli altri perché abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio". Una richiesta finalmente accolta: l'incontro dovrebbe esserci lunedì prossimo, 11 febbraio. "Noi siamo martiri - ha aggiunto - e mi meraviglio che adesso si intesti la battaglia per la chiusura del Cara chi è stato il carnefice del territorio". Dal ministro Salvini vorrei un riconoscimento per il nostro territorio che è stato così pesantemente violentato dallo Stato, indipendentemente dai governi che si sono susseguiti, e che oggi ha necessità di avere i giusti riconoscimenti per i sacrifici fatti.

Attualmente nel Cara di Mineo sono ospitati 1.186 richiedenti asilo, 15 titolari di protezione internazionale, 94 titolari di permesso umanitario e 8 richiedenti asilo per i quali è stata attivata la procedura Dublino. Iniziata male nel marzo 2011, proseguita peggio in 8 anni, nei prossimi mesi dovrebbe concludersi con un crescendo di disumanità verso coloro che avrebbero dovuto trovare una degna accoglienza ma hanno ricevuto all'interno solo pessime condizioni di vivibilità e, all'esterno, ostilità, sfruttamento dai caporali nelle campagne del calatino e per le donne abusi sessuali, prostituzione e violenze.

"Le conseguenze del decreto Sicurezza sono ampie e distruttive".